Vendemmia 2019: Italia ancora leader mondiale

di Giuseppe Consiglio

Con una produzione stimata di 46 milioni di ettolitri, l’Italia si conferma leader mondiale del settore vinicolo, nonostante una flessione del 16% rispetto alla campagna record dello scorso anno. Le stime sulla produzione sono state elaborate nel quadro di una collaborazione tra Unione Italiana Vini, Ismea e Assoenologi, allo scopo di fornire dati sempre più precisi, completi e dettagliati sulle previsioni vendemmiali. Sebbene quella del 2019 sia stata un’annata meno generosa della precedente, l’Italia mantiene ancora la leadership mondiale anche in ragione delle performance di Francia e Spagna che con 43,4 e 40 milioni di ettolitri, si posizionano rispettivamente al secondo e terzo posto di questa particolare classifica.  

Da una comparazione dei dati appare evidente come ci sia stato un calo generalizzato nella produzione, che pare abbia interessato tutti i principali player mondiali. Nella sola UE, i primi 5 produttori hanno assistito ad una flessione nelle proprie produzioni, con una perdita complessiva di oltre 26 milioni di ettolitri. Lo scenario si ripete nell’emisfero australe, dove in tutti i paesi produttori, i segni negativi appaiano evidenti, ad eccezione dell’Argentina. Le ragioni del calo produttivo sono da imputare alle condizioni climatiche assai meno favorevoli dell’anno precedente. Le prime anomalie sono quelle che hanno riguardato l’inverno, caratterizzato da temperature superiori alla norma e precipitazioni meno consistenti rispetto alle medie stagionali. La stagione primaverile ha invece fatto registrare temperature sotto la media nel mese di maggio, con eccessive precipitazioni che hanno determinato un forte ritardo nella fioritura compromettendo il normale ciclo vegetativo della vite. A quel punto, ogni fase fenologica della pianta è stata contraddistinta da un forte stress culminato spesso con una mancata allegagione ed un’abbondante colatura di fiori ed una conseguente significativa perdita produttiva. Le scarse precipitazioni di giugno e luglio hanno completato l’opera. Le are interessate da precipitazioni, in cui non è stato necessario intervenire con un’irrigazione di soccorso, sono state al contrario battute da fenomeni temporaleschi e grandinate assai dannose.

La qualità delle uve appare comunque buona su tutto il territorio nazionale, grazie anche agli interventi tempestivi dei produttori e alle escursioni termiche tra giorno e notte che hanno favorito una lenta ma graduale maturazione anche se in ritardo, rispetto al normale, di un paio di settimane . Ad aprire la vendemmia è stata anche quest’anno la Sicilia che registra una produzione inferiore di un quinto rispetto allo scorso anno.

La leadership mondiale nella produzione non si traduce però con una crescita sul mercato. La campagna 2018, seppur abbondante, ha comunque fatto registrare un calo significativo dei listini, con un -27%. Più contenuta la perdita dei vini a denominazione DOP e IGP. Marketing ed innovazione sono le chiavi del successo che il vino italiano merita nel mondo.

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