Giovani agricoltori, primato alla Sicilia

di Giuseppe Consiglio

Sono 6.673 le aziende agricole guidate da giovani siciliani: il dato, emerso da uno studio condotto da Coldiretti, fa riferimento al terzo trimestre del 2019 e conferisce alla Sicilia il primato italiana per numero di imprese attive nel settore primario che vede i giovani impegnati come capi-azienda. Si tratta di un risultato certamente significativo, che testimonia il forte appeal che l’agricoltura è tornata ad avere fra i giovani, come appare evidente anche dai numeri significativi dei potenziali beneficiari delle misure di sostegno per il primo insediamento in agricoltura. La Sicilia, come confermato anche dai dati Svimez che evidenziano una crescita dell’occupazione in agricoltura sull’Isola del 5,9%, appare aver imboccato la strada che conduce allo sviluppo dell’agroalimentare e dell’agricoltura in genere.

Ai giovani imprenditori agricoli è dedicato inoltre la prossima edizione dell’evento “Oscar Green”, concorso riservato agli under 35 e destinato a raccogliere idee innovative proprio nel settore agricolo: tra gli eventi, previsto anche un focus sulla promozione dell’olio siciliano nelle scuole. In tutto il territorio nazionale sono ben 56 mila i giovani under 35 impiegati in agricoltura, primato a livello comunitario, e dato che negli ultimi 5 anni ha fatto registrare un incremento di ben il 12%. L’agricoltura, appare pertanto come un settore capace di garantire sbocchi occupazionali significativi, oltre che crescita professionale.

Ai giovani va inoltre il merito di apportare innovazione e semplificazione in agricoltura, concetti basilari sempre più diffusi in Sicilia come nel resto d’Europa. Con nuovi sistemi, tecniche e dispositivi, è possibile ridurre gli input, ottenendo raccolti più efficienti e con meno giornate lavorative: una nuova filosofia agricola i-tech che consente, ad esempio, di ridurre notevolmente gli apporti idrici necessari per produrre agrumi somministrando anche il 60% in meno di acqua. C’è poi chi controlla, attraverso il proprio smartphone la “qualità di vita” del suo allevamento di bovini, o chi, attraverso tecniche agro-tecnologiche, coltiva basilico i-tech in serre iper-specializzate. 

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