Foreste Mediterranee: inestimabile patrimonio da tutelare e valorizzare

di Giuseppe Consiglio

Le foreste mediterranee rappresentano il secondo “bacino” di biodiversità del mondo, un patrimonio che le pressioni antropiche rischiano di compromettere. Benché le superfici forestali dei Paesi Mediterranei abbiano visto un incremento del 2% in 5 anni, l’implementazione di sistemi integrati di gestione sostenibile, appaiono come l’unica strada percorribile per garantirne la tutela.  Preservare le foreste del globo, è fondamentale per affrontare le sfide legate all’emergenza climatica e alla crescita della popolazione.

Le foreste mediterranee, nel corso del tempo, hanno sviluppato capacità di adattamento per resistere alle pressioni antropiche, mai così alte come nell’ultimo ventennio: un patrimonio estremamente fragile, che soffre il degrado e l’eccessivo sfruttamento. Nel periodo compreso tra il 1960 ed il 2015, l’impatto umano nel bacino del Mediterraneo è cresciuto esponenzialmente: la prima causa è quella legata all’incremento demografico che ha visto raddoppiare la popolazione. Nell’area si contano adesso 537 milioni di persone che si stima possano diventare 670 milioni nel 2050. Con 400 mila ettari persi ogni anno e circa il 16% di specie animali e vegetali a rischio estinzione è facile comprendere quanto fragile sia la sopravvivenza di un ecosistema cruciale anche per la sopravvivenza dell’uomo.

La convenzione delle Nazioni Unite per il contrasto alla desertificazione, invita i Paesi colpiti dall’avanzata del clima desertico, a promuovere i sistemi agroforestali, al fine di preservare suolo e risorse idriche. Centrale è anche il modo in cui le foreste verranno concepite in futuro dall’opinione pubblica anche da un punto di vista strettamente economico che potrà esser massimizzato con interventi specifici la cui efficacia potrà esser ottimizzata solo attraverso forme di cooperazione regionale.

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