Vini Doc Sicilia: al via la campagna di promozione all’estero

di Giuseppe Consiglio

Gli stravolgimenti causati dalla pandemia di Covid-19 non hanno bloccato le attività del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia che ha però dovuto rimodulare i propri programmi di promozione nei mercati nordamericani e dell’estremo oriente alla luce delle pesanti ripercussioni che la crisi sanitaria ha avuto sull’economia mondiale, senza risparmiare l’export agroalimentare e impattando notevolmente anche sui consumi. Le attività di promozione negli Usa, in Canada e in Cina, si sono concretizzate con campagne pubblicitarie ed iniziative social che già nel recente passato hanno fatto registrare dati molto incoraggianti promuovendo le 461 aziende che imbottigliano Doc Sicilia. L’export garantisce alle aziende siciliane ben il 56% delle entrate annue derivanti dalla vendita dei loro prodotti. Quello degli Usa in particolare è uno dei mercati che ha fatto registrare la maggiore crescita per le aziende Doc Sicilia e stanno per essere avviate due campagne promozionali rivolte alle comunità di appassionati: la prima avrà come protagonisti donne e uomini che lavorano nelle aziende della Doc Sicilia con scatti e ritratti che documenteranno la vita in azienda tra i vigneti e quella tra calici e degustazioni. La seconda sarà invece incentrata sulle donne produttrici.

Benché il vino siciliano diventi sempre più riconoscibile, esso si posiziona ancora al 7° posto nella classifica relativa alla conoscenza della provenienza regionale dei vini in genere, con percentuali tra i consumatori statunitensi superiori al 40%. In merito alle Regioni d’origine italiana, la Doc Sicilia è seconda solo alle produzioni toscane. Nel mercato canadese la campagna web avrà una durata di circa 4 mesi e sarà incentrata su articoli, degustazioni e diffusione di ricette, tra le più amate dai canadesi, con al centro sempre la doc Sicilia. 

Infine la Cina, dove la Doc Sicilia viene promossa sul canale WeChat, uno dei social più utilizzati in estremo oriente. Si tratta di un investimento che sta dando riscontri positivi anche in ragione della cessazione delle misure di blocco previste durante la fase più dura di contenimento del virus. Decisiva anche la partnership con Ice Pechino, una collaborazione che porterà il Consorzio ad organizzare delle masterclass destinate ai professionisti del settore, come già avvenuto nello scorso anno. Con un consumo pro capite medio annuo di 1,2 litri, la Cina è il quinto mercato mondiale di vino dopo Usa, Italia, Francia e Germania.

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