Made in Italy: la città dello Stretto riflette sulle opportunità di sviluppo per il Sistema Alimentare

Si è svolto a Messina, presso il Palazzo della Cultura “Antonello da Messina” il seminario Made in Italy – Sistemi di qualità, Alta Formazione e Innovazioni tecnologiche. Ha aperto l’incontro la Prof. Elvira D’Orazio, Dirigente Scolastico dell’ITIS Antonello da Messina, una realtà molto importante per la Città ai fini della valorizzazione dei prodotti territoriali e la valorizzazione delle produzioni tipiche del territorio. L’evento ha rappresentato la chiusura di un percorso molto importante, che ha visto come protagonisti gli IFTS Cipe (i Percorsi di Istruzione  e Formazione Tecnica Superiore, finalizzati alla formazione di tecnici specializzati e che hanno cercato negli anni di connettere i bisogni del territorio con le attività di ricerca e innovazione) e ha coinvolto tutte le Regioni Obiettivo 1. Moderatore dell’incontro è stato l’Avv. Giuseppe Salpietro, Funzionario della Camera di Commercio di Messina, il quale ha aperto i lavori con una frase molto forte: “Parlare di Made in Italy in Sicilia è una provocazione perché non esiste. In particolare la Provincia di Messina ha un tasso di esportazione che non raggiunge neanche il 10% della media regionale ”. Si tratta di un dato drammatico, soprattutto se considera riamo che questo dato riguarda le sole province di Catania, Siracusa e Messina. Inoltre è aggravato dal fatto che la produzione siciliana contribuisce solo al 3% nel sistema dell’export  nazionale. Il seminario è subito proseguito con i saluti delle autorità intervenute, fra i quali i rappresentanti della Provincia, del Comune, dell’Università e della Camera di Commercio; sono subito state evidenziate le carenze infrastrutturali che investono la Provincia e la Regione in generale, necessarie per lo sviluppo di un sistema agro-alimentare e turistico, che funga da volano per la crescita e la valorizzazione del territorio. Dai vari interventi sono emersi i principali obiettivi che gli IFTS Cipe si sono prefissati e hanno raggiunto  negli anni. Due in particolare: accelerare l’ingresso nel mondo del lavoro per i giovani; riqualificare chi è già in possesso di un’esperienza lavorativa. L’idea è quella di stabilire delle strategie per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo fondato su: un concetto di industria esteso alle nuove filiere produttive che integrano manifattura, servizi avanzati e nuove tecnologie; un’analisi di scenari economico-produttivi futuri che attendono il nostro Paese in una prospettiva di medio-lungo periodo. Anche la Sicilia nel settore delle Nuove Tecnologie per il Made in Italy, trova adeguate risposte allo sviluppo del territorio. Il sostegno alle filiere agro-alimentari attraverso innovativi supporti tecnologici, forti professionalità,adeguato marketing, può valorizzare pregevoli produzioni locali e favorire la collocazione sui mercati internazionali e non di molti prodotti che ancora stentano a guadagnarsi il loro posto al sole. Occorre dunque promuovere lo sviluppo di reti sempre più ampie, incrementare la produttività e favorire un’adeguata  propensione all’investimento. A tal proposito, strumenti quali la formazione, la ricerca e lo sviluppo possono essere utili a interpretare i fabbisogni del settore agro-alimentare. In definitiva, urge trovare un punto d’incontro fra territorio e enti di formazione, siano essi Università o Istituti di Ricerca, per meglio interpretare le esigenze dei consumatori, ma anche dei produttori.

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