Enoteca “Tra… pani & vini”

Ci sono luoghi magici dove lo spirito si rinfranca e si placa dagli affanni della vita. Uno di questi posti, provare per credere, è l’enoteca “Tra… pani & vini” dei coniugi Michele Cirillo e Anna Maria Peraino. Due distinti signori, che amorevolmente e onorevolmente, gestiscono un simpaticissimo locale posto all’estrema punta d’Europa, a dirla con il Nasi: “ Dove finisce e comincia l’Italia”: la città di Trapani.

Il locale è a un tiro di schioppo dal meraviglioso porto elimo, attracco spettacolare che richiama terre lontane, dove gli odori del mare si confondono con le delizie trapanesi: vino, formaggi, sale, ecc. e dove le acque del Tirreno e del Mediterraneo, mescolandosi, amalgamano culture, storie e filosofie davvero ragguardevoli.Il locale, niente di particolare. Un lungo corridoio arricchito da un arredo sobrio ma dignitoso, dove la prerogativa è il senso dell’armonia e del calore umano, è interamente ricoperto da due enormi scaffali, dove alloggiano un migliaio di bottiglie di vino che hanno il ruolo, oltre a quello di inebriare gli spiriti, di creare un minimo ornamento.

Quattro caratteristici tavoli, piuttosto alti, accompagnati da sgabelli ricavati da casse di vino, garantiscono a circa venti ospiti, di gustare in santa pace la più antica bevanda del mondo.

Michele Cirillo, toscanaccio di nascita ma siciliano d’origine è l’anima e l’esperto del locale. La sua vita l’ha consumata, oltre a realizzare una bella famiglia, vendendo vino in giro per il mondo. Uno dei pochi manager che ha conquistato i palati dell’intero globo attraverso il vino delle cantine trapanasi: Firriato, Pellegrino e Florio. La sua stazza tarchiata lo rende immediatamente simpatico. Michele con una voce rauca “racconta di vino”. S’illumina, sorride sottolineando la forza di persuasione che il vino ha sugli uomini. A supporto di tale tesi ha scritto sui muri dell’enoteca tre celebri massime: Dio mi guardi da chi non beve vino – Il vino è l’anticamera della poesia – Dove può il vino non può in silenzio.

Cirillo definisce la sua enoteca come ”un buco dove rifugiarsi, un luogo voluto dagli stessi clienti, un locale che tutti vorrebbero possedere”. E ancora continua: “Il locale è stato creato dai miei clienti, hanno collaborato attraverso suggerimenti, consigli, arredi e alla fine è venuto fuori un luogo di culto del vino”. Poi, sorridendo aggiunge: “possiamo definirlo…. un centro benessere”.

Un benessere che non è dato solo dal vino, ma anche dai prodotti che fanno da accostamento: pane nero di Castelvetrano, pane arricchito con olive e uva passa, uovo sodo, mortadella, aglio all’agrodolce, olive, formaggi ericini e affettati.

Alimenti semplici, gli stessi consumati nelle antiche taverne di pescatori, commercianti ed estimatori del vino. Sapori antichi, tradizionali, ricordo accatastato nei meandri di un nostro recente passato.

La signora Anna Maria, mentre il consorte parla di vino, con un fare ossequioso, muovendosi come se fosse all’interno di una chiesa, serve le varie portate. Compiaciuta del marito che intrattiene gli ospiti, con grande discrezione propone i brani musicali da sottofondo. Musica dolce, melodiosa, rilassante, romantica.

Di contro, Michele, con grande professionalità stappa la bottiglia di vino e voilà versa l’oro rosso nei calici, mentre il locale si ricolma d’inebrianti odori e profumi.

Gli scaffali di destra ospitano tutti vini siciliani, mentre quelli di sinistra i nazionali. C’è l’imbarazzo della scelta. Non preoccupatevi, Michele sa scegliere il vino giusto, per le tasche e per l’evento. Si degusta e si mangiucchia. Si mangiucchia e si degusta. Bianchi, rossi e rosati tutti buoni per rinfrancare lo spirito e accompagnare gli antichi sapori. Alla domanda: “Chi sono i suoi clienti?”. Michele sorride sornione e comincia a elencarli: “Avvocati, giudici, dirigenti, liberi professionisti, funzionari”. Poi si ferma, prende un bel respiro e continua…. “molte signore”.

“Vengono e si rilassano per due ore. Un modo di evadere dalle loro problematiche: famiglia, ufficio, lavoro, ecc. In questo locale sono nati centinaia di innamoramenti. Miracolo del vino! Innamoramenti coronati da tanti matrimoni. Il vino ti fa innamorare, rilassare, ti rende disponibile, offre mille soluzioni ai tuoi problemi”.

La moglie, rafforzando le parole del marito aggiunge: “Che in città, i sostenitori del vino, riconoscendo la familiarità del locale, dicono – Andiamo dai Cirillini – come se si trattasse di parenti o amici”.

Insomma, “Tra…pani & vini” è un club del sapore, dove la tradizione prende corpo e il vino fa il resto. Il locale è anche meta per incontri culturali, degustazioni di vini, appuntamenti enogastronomici.

Nel frattempo la bottiglia è stata prosciugata e Michele ne stappa un’altra proseguendo nella sua dissertazione: “Il vino è come l’uomo, deve essere educato attraverso delle tecniche appropriate per farlo diventare: buono, appetitoso, trattabile. Modi e maniere utilizzate per le persone. Poesia, odori di frutto di bosco, tranquillità, sincerità, ecc., il vino può darti di tutto. L’importante è la persona che lo degusta. Se è predisposto all’assaggio, le condizioni del suo stato d’animo, il momento, l’occasione, ecc., aspetti che si relazionano con la forza evocativa del vino”.

E’ forse tutto ciò che ha reso il vino immortale? Da sempre, declamato “nettare degli dei” e, successivamente, accostato al “sangue di Cristo”?

Quando chiedo se le persone che frequentano il locale vengono per la loro simpatia, Michele, precisa: “Il miracolo lo fa il vino capace di evocare momenti sereni e di rilassatezza”. Salutandolo aggiungo: “Emozioni che resteranno vivi e presenti finché i cirillini ne avranno voglia”.

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