Siracusa: 3000 anni di storia rischiano di essere cancellati

No! Non si tratta di un altro pericolo crollo come quello avvenuto a Pompei o a Gela, ma di qualcosa di più grave ed assurdo. Nei casi appena citati, infatti,  le cause scatenanti sono da ricercarsi nell’incuria delle amministrazioni, non di certo nella palese volontà manifestata attraverso la formulazione di un piano regolatore che, come in questo caso, mira a seppellire sotto il cemento i luoghi del mito per fare spazio a villaggi turistici e villette a schiera.
Il centro studi “Davide contro Golia” e i Grilli Aretusei insieme a Sos Siracusa hanno lanciato, lo scorso 27 novembre, l’ennesima iniziativa per chiedere la revisione del piano regolatore di Siracusa ed evitare così lo scempio dei litorali che vanno dalla riserva del Plemmirio fino alle acque di Ognina (un tratto di costa di circa tre chilometri, meglio nota come la penisola della Maddalena), di Epipoli con il castello Eurialo e le mura dionigiane, dei Pantanelli e del fiume Ciane.
La manifestazione si è tenuta in piazza Duomo davanti alla stele di Palazzo Vermexio che ricorda l’inserimento della città nella World Heritage List dell’Unesco.
E proprio all’Unesco le associazioni riunite in “Sos Siracusa” hanno deciso di scrivere una missiva, così come hanno già fatto Legambiente ed Italia Nostra, per denunciare il pericolo incombente sulla città. La lettera si è conclusa ricordando alcune firme “vip” apposte alla petizione promossa, lo scorso luglio, dall’ex campione di apnea Enzo Maiorca ed ancora presente on-line per dare la possibilità a tutti coloro che vogliono salvare il patrimonio naturale ed archeologico di Siracusa di dire “No al cemento”.

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