Pesca: Ue, via libera commissione a radicale riforma settore

Via libera della Commissione europea, oggi a Bruxelles, ad una vasta e radicale riforma della Politica comune della pesca in Europa. I contenuti della proposta di revisione del settore saranno presentati oggi dalla commissaria europea responsabile per la Politica della pesca, Maria Damanaki. La parola d’ordine della proposta di riforma della politica comune della pesca (Pcp) varata oggi dalla Commissione europea e’ ”sostenibilita’. Per questo – dice Bruxelles – ”entro il 2015 gli stock dovranno essere sfruttati a livelli sostenibili” in Europa.

Le misure proposte oggi, su iniziativa della commissaria alla pesca, Maria Damanaki, sono racchiuse in cinque documenti che riguardano il regolamento sulla futura Pcp; il rapporto sulla conservazione e sfruttamento delle risorse ittiche; il regolamento sull’organizzazione comune dei mercati della pesca e dell’acquacoltura; la dimensione esterna della Pcp.

Tra le novita’ di questa vasta riforma c’e’ l’introduzione, a partire dal 2014, di un sistema di quote di cattura trasferibili per le navi di lunghezza superiore ai 12 metri e per tutte le navi con attrezzi trainati. Queste concessioni, che avranno una validita’ minima di 15 anni, potranno essere affittate o scambiate a livello nazionale ma non con altri Stati membri.

Nelle proposte c’é poi un sostegno particolare alla pesca artigianale, allo sviluppo di un’acquacoltura sostenibile, al divieto dei rigetti in mare sulla base di un calendario preciso di attuazione e in combinazione con misure di accompagnamento. Il ‘pacchetto’ di riforma prevede anche un nuovo approccio per decentrare il processo decisionale abbandonando – da parte di Bruxelles – la ”microgestione” sull’applicazione di misure a livello regionale e locale. Inoltre, sono previsti la creazione di un nuovo strumento finanziario per il settore, una rinnovata politica di mercato ed una migliore informazione ai consumatori.

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