LEADER alla siciliana

Ancora una volta la Regione Sicilia è sulla via di vanificare uno strumento di sviluppo per le sue aree rurali, svilendolo ad una pura elargizione di risorse, dimostrando la sua totale incapacità ad avviare politiche di sviluppo di largo respiro e facendosi cogliere impreparata a vedere il LEADER come IV Asse del PSR.

Nel Maggio del 2009 la Regione Siciliana ha avviato le procedure per attivare il IV Asse del suo Piano di Sviluppo Rurale (PSR), il LEADER,  pubblicando  il Bando per la selezione dei Gruppi di Azione Locale (GAL) per la cosiddetta prima  fase. Vengono  presentate 19 proposte che coprono quasi per intero le zone C e D del PSR Sicilia, mancano solo il Comune di Paternò ed alcuni Comuni della zona Sud dell’Etna che, comunque, avevano aderito al GAL Terre dell’Etna e delle Aci e non erano stati inseriti nel Piano di Sviluppo Locale (PSL) solo per motivi numerici. Nel settembre del 2009 viene pubblicata la graduatoria della Prima Fase: su 19 proposte solo 2 non raggiungono i 42 punti minimi necessari per la macro voce A prevista dal Bando per essere ammessi alla successiva fase: Terre Barocche con 41,21 punti e Terre dell’Etna e delle Aci con 40,10 punti.  E sin qui, “dura Lex sed Lex” direbbero i latini. Ma ciò che lascia perplessi è il seguito. Nell’Aprile del 2010 viene pubblicata, la “graduatoria provvisoria”dei Gal selezionati: 10 su 17, e dopo pochi mesi viene pubblicata la “graduatoria definitiva” con 15 GAL approvati. Ora nulla da eccepire sul “recupero” dei GAL, anzi lo riteniamo meritorio per la Regione, ciò che non si capisce è il perché la stessa procedura non fu applicata nella prima selezione. Soprattutto in considerazione del fatto che la macro voce A si riferiva a parametri di ruralità oggettivi e non di merito. Bastava “suggerire” ad alcuni Comuni l’adesione ad un GAL anziché ad un altro. Come il buon senso avrebbe voluto. Oltretutto si sarebbe stroncata sul nascere la vergognosa “campagna acquisti” che alcuni Presidenti hanno fatto, battendo il territorio Comune  per Comune e promettendo mari e monti. Così come non si capisce perché la Regione, ed aveva tutta l’autorità per farlo, non è intervenuta per “recuperare” i GAL Nebrodi Plus ed Isole di Sicilia, permettendo che aree rurali di inestimabile importanza fossero lasciate fuori dal mondo LEADER.  Infine la ciliegina sulla torta.  Per i Comuni non inseriti in nessuno dei  Gruppi di Azione Locale siciliani, si vocifera che provvederà la Regione a pubblicare i Bandi. Con buona pace di tutte le specificità  che caratterizzano il LEADER (vedi apposito riquadro). Non è la stessa cosa finanziare un intervento per un azienda al di fuori della metodologia LEADER e finanziare una azienda all’interno del LEADER stesso.  Nel primo caso, infatti, le aziende e l’intero territorio interessato  resterebbero fuori dai benefici del LEADER.

La Regione Sicilia corre il rischio di sciupare ancora un a volta l’occasione di avviare una politica lungimirante per lo sviluppo delle sue aree rurali. E a dire che per evitare ciò basterebbe semplicemente applicare la metodologia LEADER a tutte le aree C e D del suo PSR. Ed  in Europa di esempi del genere da seguire ve ne sono. Tutte le aree rurali della Finlandia sono aree LEADER sin dai tempi del LEADER II, la stessa cosa per la Spagna, con il suo PRODER. Per le aree rurali non finanziabili con risorse  LEADER, le Regioni  intervengono con risorse proprie. Ma la metodologia di intervento è la stessa ed è costituita dall’approccio LEADER per lo sviluppo rurale.

Particolare della rete di monitoraggio del Fiume Platani e dell’annesso Laboratorio di educazione ambientale realizzati nell’ambito del Piano di Sviluppo Locale (PSL) “Terre di Hakykos” del GAL Platani Quisquina.

 

 

Le specificità della metodologia LEADER (Liaçon entre action de development rurale) per lo sviluppo rurale.

Il LEADER nasce agli inizi degli anni 90 come Programma di Iniziativa Comunitaria (PIC). Subito si rivela come un metodo innovativo per lo sviluppo delle aree rurali, tant’è che viene riproposto nelle successive programmazioni comunitarie sino a divenire, nell’ultima programmazione, il IV Asse dei Programmi di Sviluppo Rurale. Le specificità che lo caratterizzano possono essere così sintetizzate:

–          approccio territoriale che consente la definizione di una politica di sviluppo basata sui punti di forza e di debolezza, sull’omogeneità, sulla coerenza e sulla massa critica delle risorse umane, finanziarie ed economiche;

–          approccio ascendente, finalizzato al coinvolgimento di tutte le componenti interessate alle politiche di sviluppo nel processo decisionale;

–          operatività coordinata dal Gruppo di Azione Locale (GAL) – che si colloca nell’ambito delle Agenzie di sviluppo “contingenti” poiché nato “con una missione specifica” – struttura di gestione del LEADER, quale espressione equilibrata e rappresentativa della realtà sociale, economica e politica del comprensorio;

–          realizzazione di strategie pilota di sviluppo, a carattere integrato e sostenibile, incardinate su temi catalizzatori. Nell’ambito di tale specificità rientra: l’approccio integrato (interazione tra operatori, settori e progetti); il tema catalizzatore, scelto tra quelli individuati dalla Commissione, attorno al quale ruota tutta la strategia di sviluppo; il carattere pilota della strategia, che deve consentire l’individuazione di nuove vie per la sviluppo delle aree rurali, da trasferire in altre aree europee;

–          attività di cooperazione infraterritoriale e transazionale, che consentano di sviluppare progetti comuni ad altre realtà territoriali;

–          realizzazione di una rete europea, finalizzata allo scambio di know-how e di esperienze.

I risultati prodotti dalla combinazione di queste specificità costituiscono ciò che viene definito “valore aggiunto dell’approccio LEADER”.

Particolari della rete adsl WIFI realizzata sempre nell’ambito del Piano di Sviluppo Locale (PSL) “Terre di Hakykos” del GAL Platani Quisquina.

 

Una breve cronistoria del LEADER in Sicilia

Quando agli inizi degli anni 90 fu avviato dalla Commissione europea il Programma di iniziativa comunitaria (PIC) LEADER (Liaçon entre action de development rurale) in Sicilia coloro che erano a conoscenza del Programma si potevano contare sulle dita di una mano. In Europa furono avviati 217 Gruppi di Azione Locale (GAL) di cui solo tre  in Sicilia a fronte delle 9 proposte progettuali presentate. Nella successiva programmazione comunitaria,  1994 – 2000, la Commissione, forte del successo dell’iniziativa a livello europeo, lanciò il LEADER II, sempre come PIC. In Sicilia questa volta, grazie anche al lavoro di divulgazione fatto dai media furono presentate ben 85 proposte progettuali che coinvolgevano la stragrande maggioranza dei Comuni siciliani. La classe politica imparò subito a conoscere il programma. A modo suo, ma ne fece la conoscenza immediatamente. Tant’è   che un  illuminato assessore regionale  dell’epoca arrivò ad ipotizzare la realizzazione in Sicilia di soli tre Programmi LEADER II gestiti dall’ESA: il Val di Noto, il Val Demone ed il Val di Mazzara. Il tutto  in totale spregio degli elementi che dovevano invece caratterizzare il Programma: l’innovazione, la dimostrazione e la trasferibilità. Sorvoliamo  sugli irripetibili commenti dei tecnici della Commissione europea quando hanno saputo della geniale idea. Aspetti tragicomici a parte, il risultato di tale arrogante impostazione fu un incredibile rimbalzare tra proposte della Regione e rifiuti della Commissione, con il risultato che il LEADER II in Sicilia prese l’avvio nel 1999 con 25 GAL finanziati  a ridosso della scadenza del periodo di programmazione comunitaria. Nonostante le enormi lacune della macchina regionale, si andava formando un minimo di dirigenza che, con molta buona volontà,  riuscì ad avviare la successiva edizione del programma, LEADER PLUS,   per il periodo di programmazione2000 – 20006. Dirigenza che trovò la sua massima operatività con il Dott. Sergio Pellerito come Autorità di Gestione.  Con il LEADER PLUS in Sicilia furono finanziati 12 GAL ed iniziavano a fare effetto gli anni di esperienza accumulati, rafforzandosi sempre più la consapevolezza dello spirito del Programma. A ridosso della sua chiusura alla Regione, però,  avviene l’incomprensibile sostituzione del Dott. Pellerito con dei funzionari che non avevano la più pallida idea di cosa fosse il LEADER, con il risultato di svilirlo ad una pura e semplice elargizione di risorse e alla loro conseguente rendicontazione, con buona pace dei più intrinseci significati del programma stesso. Se tuttora provate a chiedere alle competenti  autorità  regionali le risultanze dell’intero Programma LEADER PLUS per la Sicilia, nonostante il rendiconto finale è già stato inviato a Bruxelles, vi troverete di fronte un muro di gomma dove tutte le vostre richieste rimbalzeranno miseramente. Muro di gomma frutto forse di un malcelato pudore   derivante dalla incapacità di “calarsi” nello spirito del LEADER, senza tener conto degli effetti reali del Programma sul territorio rurale. Visione che ha portato le suddette  Autorità a definire, tout court, il programma LEADER PLUS per la Sicilia “un fallimento”. Il tutto in stridente contrasto con le scelte della Commissione europea,  che nella Programmazione 2007 2013, promuovono il LEADER a IV Asse della Politica per lo sviluppo rurale. A riprova dell’efficacia che il metodo LEADER sta sortendo per lo sviluppo delle aree rurali europee.

 

7 commenti

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    io sono ben contento che la mia zona è stata esclusa(nebrodi) in quanto le misure a caratterere regionale sono più cospique e di maggior importo,
    perche non suddividete 10 milioni di euro dopo aver tolto le spese di funzionamento e quelle dedicate ai famosi studi di settore e vedete quanto rimangono per gli agricoltori
    saluti

  7. …non c’è che dire: la Sicilia ancora una volta ce la mette tutta per vanificare veri strumenti di sviluppo locale…….

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