La Contea di Modica in festa per la manifestazione Chocobarocco

Dal 3 all’8 Dicembre la città di Modica ospiterà  la manifestazione del cioccolato modicano Chocobarocco 2010.

Una settimana di sapori ed odori, che insieme alle bellezze del barocco modicano, faranno d’attrazione agli appassionati “cioccolatari” .

Modica è l’epicentro del tardo barocco siciliano. Di questa città lo scrittore Bufalino, nel romanzo “Argo il cieco”, ne descrive la bellezza e l’austerità: “Un teatro era il paese, un proscenio di pietre rosa, una festa di mirabilia. E cime adorava di gelsomino sul far della sera…quante campane c’erano a Modica allora, per nozze e battesimi, con pietre, angelus, ma soprattutto per funerali…”

Ma Modica non è solo una città, è di più! Modica è “regnum in regno”, appellativo conquistato meritatamente, tanto d’ avere ottenuto durante il  Regno di Sicilia l’autonomia amministrativa.

Della contea di Modica ci si innamora a prima vista. Ti colpiscono i muri a secco, artifizi di una popolazione tanto sapiente, quanto paziente, la prodigiosa ruralità, le poderose masserie, l’atmosfera agreste incantata, le mandrie di modicane che si dimenano nelle “chiuse”, gli enormi carrubi, i saraceni alberi di ulivo, i profumi e gli odori, il calore della sua gente. La città al pari della campagna presenta analoghi tratti distintivi. Quello che colpisce è la caratterizzazione artistica dei suoi monumenti, emblema di una parte di Sicilia che orgogliosamente si mostra al turista. Modica è un museo a cielo aperto. Da qualunque angolatura la si guarda si mostra piena di fascino. Incavata, la parte antica, all’interno di questa enorme conca sovrastata da quattro colline con corsi d’acqua che l’attraversano, singolarità e preoccupazione della sua popolazione.

Dulcis in fundo! Ecco L’inimitabile cioccolato modicano. Trova le sue radici nella cultura  degli Aztechi, gli antichi abitanti del Messico. Con la scoperta del “Nuovo Mondo” gli spagnoli conobbero, oltre ad una straordinaria varietà di generi alimentari, anche la “Xocoàtl”, prodotto che gli abitanti ottenevano dai semi di cacao. Un alimento che rappresentava forza e vigore ma che era anche indice di ricchezza e benessere. Durante la dominazione  spagnola, le famiglie agiate iberiche  lo introdussero in terra di Sicilia, mantenendo quelle prerogative di preparazione e manipolazione come l’avevamo appreso dal popolo Azetco.

Tipiche paste d’origine araba sono invece le “mpanatigghi” dolci caratteristici farciti con un trito di carne, mandorle, cioccolato e cannella, la cui forma è a mezzaluna. Anche a Modica troviamo le cassate, di ricotta semplice o mista a cioccolato e cannella. I “mustazzola” sono biscotti particolarmente duri e corposi preparati con il miele e scaglie di mandorla, un po’ come l’altrettanto duro torrone modicano, o “a ghugghulena”, o cobaita, tutte leccornie per buongustai dai… denti solidi. Decisamente più morbidi, ma ugualmente gustosi, sono i nucatoli, biscotti a forma di esse molto simili ai “‘mpanatigghi”. I tarallucci, decisamente morbidi, ricoperti di bianco zucchero e con una leggera aroma data dalla buccia di limone, ricordano la presenza ebrea. Troviamo inoltre la frutta martorana, o pasta reale, a forma di vari frutti. Da gustare altresì i biscotti di mandorla, disponibili in diverse varietà. Passando infine ai piatti salati, da citare a “palummedda cu l’ova”, a base di semplice pasta infornata con un uovo sodo incastonato all’interno del preparato a forma di colombella.

Tipici sono poi alcuni dolci che si pre¬parano solo in occasioni di feste parti¬colari come quelle pasquali, si consumano agnellini di pasta di mandorla e biscotti fatti in casa decorati con uova colorate, “i palummeddi co l’ova”, ricoperti da granelli di zucchero colorato. Fra i biscotti più tipici quelli all’uovo, “affucaparrini”, e quelli al latte, oltre ai celebri fringozzi a doppia battuta e agli squisiti. Specialità tipiche sono inoltre la ce¬drata, l’aranciata, la cobaita oltre, naturalmente, ai cannoli, ai gelati dai gusti più vari, alle granite ed ai pasticcini in genere nei quali abili artigiani profondono fantasia e secoli di storia. Non  perdetevi gli affucaparrini, biscotti duri preparati con farina, uova, strutto e zucchero; i gel alla cannella, alle mandorle, all’anguría, al limone; il torrone, gli amaretti.

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