In Europa cresce la resistenza agli OGM

Il Parlamento europeo fa un passo avanti verso un’Europa OGM free. Il Parlamento ha infatti deciso di rafforzare la proposta della Commissione UE per dare agli Stati Membri il diritto di vietare la coltivazione di OGM sul proprio territorio. Una scelta che riconosce l’importanza delle valutazioni ambientali come base per i bandi nazionali contro gli OGM e permette alle Regioni di vietarne la coltivazione.

Fra gli emendamenti votati dal Parlamento spicca quello che rafforza la proposta della Commissione, imponendo di considerare anche gli impatti di carattere ambientale per predisporre bandi nazionali degli OGM. Tra questi lo sviluppo della resistenza agli erbicidi e gli effetti negativi sulla biodiversità che sono anche i temi trattati dal nuovo rapporto “Resistenza agli erbicidi e colture OGM.

I problemi legati al glifosato”. Il Rapporto evidenzia che gli erbicidi come il Roundup, a base di glifosato – molecola largamente usata nelle coltivazioni di OGM resistenti agli erbicidi – sono collegati a casi di cancro, difetti neonatali, malattie neurologiche (incluso il Morbo di Parkinson) e inquinamento delle acque.

Sono stati analizzati quasi 200 studi indipendenti e pubblicati, che dimostrano come erbicidi quali il Roundup, commercializzato dalla multinazionale agrochimica Monsanto come “sicuro”, sono lontani dal poter essere definiti innocui. In conclusione, sistemi agricoli di stampo industriale, nei quali le colture OGM e la chimica prosperano, sono profondamente insostenibili.

Dal Parlamento, la palla passa agli Stati Membri. Glifosato e OGM potrebbero avere i giorni contati, se si deciderà di puntare a un’agricoltura di stampo ecologico: la sola che ci consenta di affrontare le sfide che ci attendono, dall’insicurezza alimentare ai cambiamenti climatici

Fonte: Greenpeace Italia

Redazione

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