Campagna olearia 2019: in Sicilia produzione in crescita e qualità eccellente, ma non basta

di Giuseppe Consiglio

Replicare il disastro dello scorso anno sarebbe stato praticamente impossibile. Eppure, nonostante un +35% di produzione rispetto al 2018 ed un olio di eccellente qualità, per l’olivicoltura siciliana c’è poco da stare allegri. La campagna dell’anno precedente ha segnato un vero tracollo sia nei quantitativi sia nella qualità del prodotto, ed è pertanto ovvio come il dato della crescita percentuale della campagna in corso, se letto alla luce dei pessimi risultati del 2018, dà la misura di quanto complicata sia la situazione. L’anno del riscatto, l’anno di “carica” che tutti si aspettavano, purtroppo non si vede ancora. La produzione pare destinata a fermarsi a meno della metà di quella che viene generalmente registrata negli anni “buoni”. Le promesse di una fioritura abbondante non sembrano esser state mantenute: in tutta la Sicilia, i produttori lamentano una resa per ettaro scarsa, con una mancata allegagione che ha deluso l’intero comparto.

I fenomeni climatici, come prevedibile, sono i principali indiziati di questa mancata rivincita. In primavera, i forti venti di scirocco che hanno imperversato sull’Isola durante il periodo della fioritura, hanno danneggiato i preziosi fiori, provocando lesioni simili a bruciature e provocando una ridotta allegagione.

Le varietà Cerasuola e Nocellara del Belice sono state particolarmente colpite da questo fenomeno. Diversa è stata la sorte della Biancolilla, varietà tardiva e quindi in grado di sfuggire alle criticità climatiche e godendo pertanto di un’ottima produzione. A seconda della varietà d’oliva presente sul territorio, è stato possibile osservare areali scarichi ed areali maggiormente carichi e produttivi. 

Scendendo più nel dettaglio quindi, la parte occidentale della Sicilia in cui la varietà dominante e proprio la Cerasuola, si assiste ad uno scenario non molto diverso da quello dello scorso anno. Diversa la situazione nelle province di Catania, Ragusa e Siracusa, che invece possono vantare una discreta produzione con importanti incrementi rispetto all’anno precedente. Una stima quindi di 24.000 tonnellate complessive, che rappresentano circa il 50% della produzione generalmente registrata nelle annate di carica. Quello che non delude è però la qualità: eccellente. Profumo, colore e proprietà dell’olio siciliano, lo rendono uno delle eccellenze assolute del territorio.