Allevamento galline, gabbie illegali in Italia

L’Italia non si è adeguata alla direttiva Ue che impone la messa al bando delle vecchie gabbie per l’allevamento delle galline ovaiole, di cui il nostro paese è un’importante produttrice.  La Commissione europea ha deciso pertanto di inviare all’Italia, e ad altri nove partner europei, un secondo avvertimento formale nella procedura d’infrazione avviata nel gennaio 2012.

La Commissione europea ha quindi inviato un ultimatum all’Italia, ma anche a Belgio, Grecia, Spagna, Francia, Cipro, Ungheria, Olanda, Polonia e Portogallo, affinché i 10 Paesi mettano al più presto al bando le vecchie gabbie per l’allevamento delle galline da uova, gabbie che dovevano già essere sostituite all’inizio dell’anno, mentre la decisione era stata presa nel 1999.

Negli ultimi sei mesi, sostiene Bruxelles, i progressi in questi Stati sono stati limitati: così nell’Ue “esistono ancora 45 milioni di galline ovaiole allevate in modo ‘illegale’, con la conseguenza che ogni giorno vengono prodotte in Europa circa 50 milioni di uova ‘fuori legge’, anche se perfettamente sane”. Quanto all’Italia – spiegano esperti Ue – “si stima a circa 17 milioni le galline ancora allevate nelle vecchie gabbie, su un totale di 39 milioni di galline”.

La Commissione tiene a sottolineare che “gli Stati membri che ancora consentono l’uso di gabbie non modificate mettono in situazione di svantaggio le aziende che hanno investito per conformarsi alle nuove misure”. Per questo Bruxelles mantiene una pressione forte sugli Stati membri ritardatari. L’operazione resta comunque complessa, considerando che in Europa si allevano 330 milioni di galline per la produzione di uova, di cui il 40% erano già in gabbie regolari dall’inizio dell’anno con l’entrata in vigore effettiva delle nuove norme.

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