Una tassa sul cibo spazzatura

L’ipotesi allo studio del Governo e delle Regioni che prevede una tassa di scopo sul cibo spazzatura (junk food) trova il consenso di piu’ di otto italiani su dieci (81 per cento) a patto che le risorse siano destinate al sostegno dei cibi genuini del territorio. E’ quanto emerge da un sondaggio on line condotto dal sito www.coldiretti.it in riferimento ai contenuti della bozza di lavoro inviata dal ministro della Salute Renato Balduzzi alla Conferenza delle Regioni per discutere del nuovo Patto per la Salute, dopo che in Francia è appena entrata in vigore, dal 1 gennaio, la “taxe soda” sulle bibite gassate.

Di fronte alla dilagante obesità giovanile e agli effetti sulla salute e sulle spese sanitarie,  sull’ipotesi di tassare i cibi spazzatura che è all’esame di Governo e Regioni,  sono già intervenuti molti altri Paesi. Dal primo gennaio 2012 è entrata in vigore in Francia la “taxe soda” ratificata dal Consiglio costituzionale francese il 28 dicembre 2011 che pesa 7,16 euro per ettolitro, cioè 11 cent per 1,5 litri o ancora 2 centesimi di euro a lattina di bevanda gassata. In totale la tassa dovrebbe portare 280 milioni di euro nelle casse dello Stato che saranno utilizzati per ridurre il costo del lavoro di raccolta in agricoltura e sostenere così la frutta e verdura. Gli sciroppi, i succhi di frutta senza zucchero aggiunto, i frullati, gli yogurt da bere, i latti per l’infanzia, le bevande nutritive a finalità medica e i prodotti destinati all’esportazione – precisa la Coldiretti –  non sono toccati da questa misura.

L’iniziativa francese segue di qualche mese quella della Danimarca che ha introdotto una tassa sul cibo spazzatura ricco di grassi saturi come merendine, patatine e snack con un aumento di 16 corone, 2,15 euro, al chilo. “Non c’è tempo da perdere nell’affrontare una emergenza che sta mettendo a rischio il futuro delle nuove generazioni” , ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nell’esprimere un “forte sostegno per scoraggiare il consumo di cibo spazzatura che deve essere però individuato con criteri oggettivi e seri mentre deve essere contestualmente sostenuto il cibo genuino e del territorio anche a scuola ” . Una opportunità – precisa Marini – per un Paese come l’Italia che è leader europeo nella produzione di frutta e verdura e degli altri alimenti base della dieta mediterranea che sono stati riconosciuti scientificamente come “elisir” di lunga vita.

La situazione in Italia è drammatica proprio per effetto – sostiene la Coldiretti – del progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea a favore del consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate da parte delle giovani generazioni. Ben il 34 per cento dei piccoli cittadini italiani di 8 e 9 anni è lontano dal peso forma: oltre un milione e’ sovrappeso (22,1 per cento del totale) e 400mila (11,1 per cento) sono obesi, secondo il monitoraggio effettuato dal progetto “Okkio alla salute”. Dall’indagine – ricorda la Coldiretti – e’ emerso che il 23 per cento dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura e che il 48 per cento assume quotidianamente bevande zuccherate e gassate.

Le malattie collegate direttamente all’obesità sono responsabili di ben il 7 per cento dei costi sanitari dell’Unione Europea poiché l’aumento di peso è un importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori, il diabete, l’ipertensione, l’infarto e certi tipi di cancro, sulla base dei dati della Commissione Europea.  In Italia su 5 milioni di obesi 800mila sono affetti da obesita’ grave con le spese socio-sanitarie dell’obesita’ in Italia che sono state stimate in circa 23 miliardi di euro annui, per piu’ del 60 per cento dovute all’incremento della spesa farmaceutica e ai ricoveri ospedalieri.

La Coldiretti sta realizzando il progetto “Educazione alla Campagna Amica” che coinvolge oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano ad oltre tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. L’obiettivo – conclude la Coldiretti – è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’ agricoltura con i cibi consumati ogni giorno.

Fonte Coldiretti

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