Le statue della Nunziata di Mompilieri

“Nel dì 12 marzo verso il tramontar del sole ritrovavasi il governatore delle terre soggette al Duca del Castello di Iaci, D. Francesco Paola Massa, con molta gente da lui adunata, sopra una collina per mettere in salvo le famosissime statue della Nunziata di Mompilieri (come a me stesso riferì il medesimo Governatore) quando una voce, articolata non sappiamo dire da chi, gridò più volte SALVA SALVA, ed appena allentate le briglie ai cavalli si distaccarono impauriti dal colle, che questo corroso da’ fuochi sotterranei sprofondò sotto i loro occhi dentro un mare di spaventevoli fiamme” (tratto dalla descrizione dell’eruzione dell’Etna del 1669 scritta dal Massa).

La Chiesa Maggiore di Mompilieri era, in passato, una basilica a tre navate tra le più frequentate della Sicilia per la devozione alla Madre di Dio. Numerosi i pellegrini che vi si recavano anche dai paesi lontani, e non vi era storico che scrivendo di Catania e del monte Etna non facesse memoria di Mompilieri e delle sue tre splendide statue.

Le statue rappresentavano una la Regina del Cielo sotto il titolo delle Grazie, e le altre due riproducevano in un unico gruppo l’Angelo Gabriele e la Vergine in atto di ricevere il dolce annunzio della Maternità divina. La Vergine SS. delle Grazie era posta sulla destra mentre il gruppo della Vergine dell’Annunziata, a cui era dedicata la Chiesa, si trovava nell’edicola dietro l’altare maggiore.

L’11 marzo 1669 l’eruzione lavica, iniziata tre giorni prima, si divise improvvisamente in due braccia uno dei quali puntava verso Mompilieri. I mompilerini pensavano di essere protetti dall’omonimo monte e di avere tempo per trasportare le statue in un luogo sicuro, invece furono colti di sorpresa. Il 12 marzo la lava traforò da una parte all’altra il monte, a quel punto gli abitanti si videro costretti a conservare le statue all’interno della stessa chiesa scegliendo di ripararle dietro il muro di tramontana. Qui bisogna fare un passo indietro nel tempo, ricordare l’eruzione del 1537, quando steso il Velo della Vergine Annunziata davanti alla porta della Chiesa la lava quasi atterrita non osò progredire e si poggiò quasi delicatamente al muro di tramontana (a dimostrazione di questo avvenimento si potevano vedere fino al 1669 pendenti stalattiti di pietra).

L’eruzione del 1669 fu tra le più nefaste sia per i tremori che la precedettero, sia per la durata, sia per i danni apportati (si pensi che Mompilieri fu distrutta in sole 3 ore).

I Mompilerini superstiti, animati dall’amore verso la Madre di Dio, iniziarono nel 1689 gli scavi alla ricerca delle statue di celestiale e sovraumana bellezza che come scriveva il Tedeschi “…erano stupore dell’arte, seppure d’umane e non di Angeliche mani furon scolpite…”.

Il primo tentativo fu vano, tuttavia continuarono le loro esplorazioni finché nel 1704 una persona devota sognò il luogo preciso dove si trovava la statua della Madonna delle Grazie e così il 18 agosto, proprio nel punto indicato, rinvennero miracolosamente sotto più di 40 palmi di lava la predetta statua completamente illesa (l’originale si trova sull’altare della chiesa di Mompilieri ed una copia nella grotta del ritrovamento).

Delle altre due statue non vi era nessuna traccia. Realizzate in alabastro bianco, nel 1525 circa da Antonello Gagini, il loro splendore era immenso tanto che altri scultori avevano tentato di riprodurle, ma senza ottenere i risultati sperati. In particolare lo scultore Placido Blandamonte forse è stato l’ultimo ad ispirarsi ad esse realizzando nel 1668 per il Duomo di Acireale il portale marmoreo rappresentante l’Annunciazione (ancora oggi visibile).

I fedeli non perdettero le speranze e continuarono le ricerche per secoli, il 26 gennaio 1955 il sacerdote Filippo Consoli dopo quasi 300 anni dalla famigerata eruzione rinvenne le testa dell’angelo Gabriele e quella della Vergine Annunziata.

Non si conoscono i particolari del ritrovamento né i motivi per cui le teste non furono esposte all’ammirazione dei fedeli, infatti sono rimaste celate fino ai giorni nostri, e a nulla sono valse le ricerche di molti che hanno tentato di individuare il luogo dove furono portate dopo il rinvenimento.

Il 25 marzo 2010, colpo di scena, dopo 55 anni dalla scoperta sono state esibite presso il Santuario di Mompilieri dall’attuale Rettore sac. Alfio Privitera.

L’esposizione è durata poche ore, poi le sculture come misteriosamente sono apparse in altrettanto modo sono scomparse, ci auguriamo che stavolta non si debbano aspettare altri 50 anni per poterle rivedere.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.