Sisma Emilia, aceto balsamico Modena danni per 15 mln

Le acetaie dell’Aceto balsamico Tradizionale Dop e tutto il mondo dell’Aceto balsamico di Modena Igp è stato duramente colpito più dal sisma di oggi che di domenica scorsa.

Il settore dell’Aceto Balsamico di Modena – tradizionale e non – ha riportato importanti perdite economiche, dovute alla dispersione del prodotto e al danneggiamento di impianti e strutture produttive, per una cifra che il Consorzio stima attorno ai 15 milioni di euro gia’ per le prime forti scosse all’alba di domenica.

Ma tra le realtà produttive con danni piu’ ingenti, l’acetificio Pontirol con sede a San Felice sul Panaro (Modena) e’ quasi distrutto, racconta il presidente dell’Aceto balsamico Tradizionale Enrico Corsini, convinto che le nuovi forti scosse oggi in Emilia ”metteranno in ginocchio tutta l’economia.

E per le 200 aziende del settore ora l’angoscia di non aver certezze su quando si potra’ riprendere a lavorare”. A nord di Modena, nella bassa, laddove la serie di sisma si e’ sentita di piu’, sono situati una decina di produttori di Aceto Balsamico di Modena Igp, tra cui tre tra le più grandi realtà produttive, e moltissime acetaie di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop.

”E si concentrano tra Cavezzo e Mirandola, i comuni piu’ prossimi all’epicentro”, lamenta Corsini. Per quanto riguarda l’Aceto Balsamico di Modena Igp, alcuni grandi tini hanno subito, afferma il Consorzio, ”seri danni, con perdite anche ingenti di prodotto che superano i 100mila litri”. Gia’ domenica, sottolinea poi il presidente del Consorzio Aceto Balsamico di Modena e consigliere del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, Cesare Mazzetti ”moltissime ‘batterie’, le file ordinate di piccole botti di dimensione decrescente in cui il prodotto fermenta per almeno 12 lunghi anni, sono state sconvolte o rovesciate.

La frequenza delle oscillazioni ha spostato le cerchiature metalliche che permettono alle doghe di legno di contenere il prodotto, e si sono verificate numerosissime perdite di prezioso liquido, il cui valore di mercato oscilla dal 500 ai 1500 euro per litro. A poco e’ valso – conclude – il pronto intervento dei titolari di queste aziende, reso difficile dal fatto che le acetaie sono ospitate nelle soffitte di case antiche, quelle più soggette a danni e crepe”.

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