Sicilia: benzinai a secco, negozi svuotati

Poche auto in circolazione, grandi strade semivuote. Chiuso porto Palermo. Per il quinto giorno consecutivo continua la protesta del movimento forza d’urto, composto da autotrasportatori, agricoltori, pescatori, che con presidi in punti nevralgici di varie province blocca il passaggio di tir e camion. Benzinai chiusi nelle grandi città perché non sono stati riforniti di carburante, supermercati con poche derrate, acqua minerale ormai rarissima, sono alcune delle conseguenze visibili dello sciopero dei padroncini che chiedono soprattutto uno sconto sul prezzo del carburante che serve loro per lavorare.


A Palermo ma anche a Catania, Agrigento e Messina sono poche le auto in circolazione: anche di mattina, ora di punta per i lavoratori che si recano in ufficio e le madri che accompagnano i bimbi a scuola, le grandi strade sono semivuote con poche auto che circolano. Mentre lo sciopero dei tir dovrebbe terminare alle 24 di oggi il ‘movimento dei forconi’, che raccoglie soprattutto agricoltori e artigiani, ha annunciato che la protesta prosegue ad oltranza anche se i presidi saranno allentati. La paura tra la gente è che con l’annunciato sciopero dei benzinai, il proseguimento della protesta dei forconi e dei tassisti, l’approvvigionamento di benzina sia impossibile e la mobilità sia resa difficile.

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