Quaggiù qualcuno è impazzito. Prove d’orchestra per partiture inesistenti

invito 14 agostoVilla Grimaldi, nei pressi di Pozzallo (RG), il 14 agosto alle 21.00, sarà lo senario per “Quaggiù qualcuno è impazzito – Prove d’orchestra per partiture inesistenti”, uno spettacolo-recital, patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pozzallo e fortemente voluto dall’Assessore Rossella Smarrocchio.

Il lavoro è costruito sui testi di Giovanni Carbone per la regia di Alessandro Sparacino. Giovanni Carbone, storico collaboratore del nostro giornale ed autore di romanzi dalle trame d’impegno ed orditi intricati, cambia genere e si confronta questa volta con narrazioni dalla comicità surreale e spiazzante, portate in scena da un triangolo di voci, quelle dello stesso Sparacino, di Giada Lasagna Liuzzo e Teresa Savasta, che giocano sul palco tra loro e con i testi, quasi in una improvvisazione scenica cui fa da contrappunto un maestro dell’improvvisazione jazz, il contrabbassista Giuseppe Guarrella. I camei di Grazia Torrisi, con i suoi marranzani vietnamiti, e le immagini di sfondo dalle atmosfere oniriche di Daniela “Zuniko” Baldinger, completano il quadro di una vera e propria prova corale, il cui tratto saliente è la commistione di esperienze lontane che abbandonano il proprio parallelismo per convergere in un unicum dagli effetti imprevedibili, accettando di confrontarsi con le osmosi di una contaminazione reciproca.

La regia di Alessandro Sparacino gioca soprattutto su questo, ma anche a dare un senso di omogeneità a narrazioni e modalità espressive differenti. Lo spettacolo, dunque, assume la dimensione del gioco, dell’imprevedibile, con momenti di materiale straniamento e di sorpresa. Niente effetti speciali però, o forzature e ghirigori scenici, l’effetto di coinvolgimento del pubblico è dato da questa capacità di interazione dialettica tra tutti gli attori protagonisti, ciascuno con un ruolo preciso e complementare a quello degli altri, per un prodotto finale il cui valore aggiunto è dato dalla capacità dei singoli di rimettersi in discussione. L’ambientazione, poi, è quella suggestiva ed antica, a suo modo partecipe della scena, di Villa Grimaldi, residenza nobiliare che con la sua narrazione storica contribuisce a creare le atmosfere sorprendenti e trasognate di un lavoro allo stesso tempo classico e sperimentale.

 

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