Progetto Magis: innovazione e fattibilità nel mondo vitivinicolo

Rintracciabilità di filiera: esperienza in vitivinicoltura sostenibile del progetto Magis della Bayer CropScience. Questi gli argomenti trattati in un evento pubblico svoltosi a Verona nel contesto di Fieragricola 2012. La rassegna di Veronafiere (126 mila metri di superficie di esposizione) è una vetrina che ha visto, nella quattro giorni, la partecipazione di 1.300 espositori provenienti da oltre 20 paesi.

Fieragricola, è una manifestazione rivolta a tutti gli attori della filiera produttiva , con una offerta espositiva ad ampio raggio con lo svolgimento di incontri tecnici, scientifici, dibattiti e mostre. Fieragricola è una vetrina importante per imprenditori agricoli, allevatori, imprese di meccanizzazione agricola, costruttori e commercianti di macchine agricole.

La Bayer CropScience ha esposto in -un incontro- il Progetto Magis; un progetto rivolto al mondo agricolo in particolare per il comparto vitivinicolo.

Gli obiettivi, li ha descritti Karina Von Detten amministratore delegato di Bayer CropScienc srl. Innovazione, fattibilità nel mondo vitivinicolo in particolare, attraverso il progetto Magis – rivolto all’ambiente e alla salute delle piante con l’uso di agro farmaci adatti per la difesa di malattie, e, solo quando servono -. Karina, sostiene che i protocolli non sono vincolati, ma si possono modificare all’occorrenza per un prodotto ecocompatibile. “MAGIS sta creando per questo uno strumento nuovo: il “protocollo di sostenibilità”. Si tratta di un documento di carattere pratico mutuato dalla medicina, dove ha avuto un eccezionale successo in termini di miglioramento della qualità dell’assistenza, che per la prima volta mette a disposizione di ogni operatore le migliori competenze esistenti. Una novità assoluta non solo nel panorama vitivinicolo, ma in quello agroalimentare. Proprio come il protocollo di cura in medicina, il protocollo di sostenibilità viene costantemente aggiornato per valutare e accogliere tutte le novità via via fornite dalla ricerca e dall’esperienza delle migliori aziende e dei migliori enologi, e poi messo a disposizione delle aziende partecipanti.

Magis, infatti, è una parola latina che vuol dire “di più”: un invito a migliorare costantemente, sforzandosi di superare sempre i traguardi raggiunti.

Il progetto MAGIS, promosso dall’Università degli Studi di Milano, con la collaborazione dell’Associazione Enologi ed Enotecnici Italiani (Assoenologi) e di Bayer CropScience, può vantare oggi il contributo dell’ISPA – CNR di Bari, del DEIAFA dell’Università di Torino, dei maggiori esperti nella protezione delle colture appartenenti al mondo accademico e della ricerca e di Image Line. Le aree di intervento prevedono il miglioramento della gestione della chioma per raggiungere il corretto equilibrio vegeto-produttivo, la corretta gestione della difesa del vigneto dalle principali avversità biotiche secondo le migliori e più recenti acquisizioni e in linea con i cambiamenti normativi in atto e con i principi dell’agricoltura integrata e il monitoraggio delle attività di cantina. È infine prevista un’attività analitica rivolta a misurare i parametri qualitativi e di salubrità delle uve e dei vini prodotti”.

Le valutazioni e le applicazioni del Magis, sono state esposte da ricercatori, tecnici e imprenditori agricoli nel forum svoltosi alla presenza di giornalisti specializzati del mondo agricolo e non.

Una prima analisi del progetto Magis l’ha fatta Attilio Scienza dell’Università di Milano, un luminare del mondo vitivinicolo, il quale ha sostenuto la validità e il successo di Magis, in quanto all’interno del progetto, c’è un comitato scientifico che raccoglie gli stimoli delle aziende, li elabora, restituendoli alle stesse aziende. Un binomio -per Scienza- di tecnologia e ricerca di 15 ricercatori produttori che compongono il comitato scientifico e altre 75 aziende aderiscono al progetto. L’intento trainante è “innovazione e ricerca applicata”. Questo a sancire l’utilizzo di prodotti adatti, stabiliti dallo studio attraverso la innovazione scientifica.

Mauro D’Arcangelo del CRA di Arezzo, ha evidenziato le linee operative del protocollo su cui lavorano le aziende; e sono stati definiti gli obiettivi principali attraverso un percorso di maggiore conoscenza con i contributi tecnici e scientifici della commissione.

Un contributo importante lo hanno portato vari rappresentanti di aziende vitivinicole come la Montresor, di Castello di Cigognola, di Conti Zecca e Fazi Battaglia, i quali hanno raccontato le loro esperienze e le novità del progetto Magis. I produttori, sostengono che vigne e cantine sono monitorati attraverso il Magis e si degustano i vini certificati. Unire gli sforzi è utile per produrre bene, anche con la formazione, che è prevista nel progetto Magis, su tutta la filiera.

Roberta Urso della Cantina Settesoli ha sottolineato l’appartenenza al progetto Magis nel quale riconosce l’utilità, e ritiene anche che il Magis può essere usato in altre colture agricole. Va sottolineato anche che il progetto tiene rapporti con i costruttori di macchine agricole.

La considerazione che è scaturita dal dibattito con i giornalisti, è stata quella della -coscienza dei produttori- nell’uso dei prodotti di sintesi. Anche per conservare la natura e naturalmente il prodotto certificato anche da Magis -come ente terzo- potrebbe farlo.
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