I leader dell’Unione europea approvano piano per integrazione dei Rom

Il quadro UE della Commissione europea per le strategie nazionali di integrazione dei Rom (http://ec.europa.eu/roma) è stato approvato al più alto livello politico. Il vertice dei leader europei a Bruxelles ha appena dato il via a un piano per porre fine alla centenaria esclusione della minoranza Rom del continente.

Il quadro UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom prevede che ciascuno dei 27 Stati dell’Unione europea stabilisca le modalità con cui intende migliorare la situazione delle comunità Rom più vulnerabili che vivono sul suo territorio. Gli Stati UE dovranno affrontare quattro settori fondamentali per una migliore integrazione sociale ed economica – istruzione, occupazione, sanità e alloggio – e dovranno predisporre misure proporzionate alla loro popolazione Rom.

L’impegno nazionale è sostenuto da finanziamenti UE e da un solido quadro giuridico per combattere la discriminazione. I governi devono presentare le proprie strategie nazionali entro la fine del 2011; la Commissione europea valuterà successivamente i piani e riferirà in merito la prossima primavera.

Viviane Reding, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario europeo per la Giustizia, ha dichiarato: “L’accordo raggiunto il 24 giugno 2011 rappresenta un enorme passo avanti per i milioni di Rom che vivono in Europa. L’UE sta inviando un segnale forte: l’esclusione dei Rom non è compatibile con i nostri valori sociali e con il nostro modello economico.

Ora è il momento di trasformare le parole in azioni. Il quadro UE non può portare ad esiti positivi senza il forte e costante sostegno di tutti gli Stati
dell’Unione Europea. Mi auguro di poter vedere al più presto come ciascun governo nazionale intende arrivare a una migliore integrazione delle
popolazioni Rom nel proprio paese.”

László Andor, Commissario UE responsabile per l’Occupazione, gli Affari sociali e l’Inclusione, ha sottolineato l’importanza di un’azione immediata per l’integrazione dei Rom dichiarando: “La situazione delle popolazioni Rom è peggiorata in tutta Europa. Le nostre speranze e aspirazioni devono
urgentemente tradursi in azioni concrete, che cambino realmente la situazione.

Il sostegno manifestato oggi dai leader europei per un quadro UE è un passo fondamentale a dimostrazione che l’Europa non accetta l’esclusione sociale ed economica di milioni di Rom. Le strategie nazionali, che spero ambiziose e realistiche, possono ora prendere il via”.

Nell’estate del 2010, la Commissione aveva già pubblicamente difeso la posizione secondo cui i Rom sono cittadini dell’UE, devono poter esercitare
pienamente i loro diritti e devono rispettare gli obblighi previsti dal diritto dell’UE.

In Europa vivono 10-12 milioni di Rom, che continuano ad essere oggetto di discriminazioni e di esclusione e che continuano a veder negati i propri
diritti, mentre i governi perdono in termini di redditi e produttività sprecando i potenziali talenti di queste popolazioni. Una migliore integrazione
economica e sociale è indispensabile. Ma perché sia efficace, occorre agire in modo concertato su tutti i livelli, per affrontare le molteplici cause
dell’esclusione. In Italia i Rom sono circa 140.000, pari allo 0,23% della popolazione, tra le percentuali più basse tra i principali Stati europei (solo
Germania e Polonia registrano percentuali inferiori).

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