Francesca Burzi e la cucina aretina

Se Francesca Burzi partecipasse al quiz di Fabrizio Frizzi  i “Soliti Ignoti – Identità Nascoste” difficilmente, anche il più abile detective travestito da concorrente, indovinerebbe che la nostra amica svolge la professione di chef. Il perché è legato al fatto che la nostra Francesca non ha la corporatura, o meglio, “la stazza” di cuoca. Eppure dentro quel corpicino gracile e minuto si annida una grande esperienza professionale capace di convincere, gastronomicamente, anche i più reconditi palati raffinati. La Burzi, comunque, risponderebbe con il suo sorriso smagliante ed orgogliosamente: – Si! Sono io la signora che svolge la professione di cuoco-. Aretina di padre  e greca di madre conserva innegabilmente la bellezza mediterranea: due occhini neri, viso di colore eternamente abbronzato, l’altezza, qualche centimetro in meno della media delle donne delle “Terre del sud”.

Ma quando incomincia a parlare, ma quanto parla…, esplode il carattere allegro e simpatico delle donne toscane, anzi aretine. Allegra, spigliata, intelligente, estrosa, insomma, doti che non possono mancare ad una cuoca, prerogativa  del proprio bagaglio professionale.

L’arte della cucina l’ha appresa lavorando con i suoceri, che ad Arezzo possedevano una piccola società di catering. Francesca si era specializzata nella preparazione dei dolci, non disdegnando, naturalmente, i primi e  i secondi piatti. Appresi i segreti della  cucina, apre l’Osteria “ la Muccalola” un frequentatissimo ristorantino specializzato nella preparazione di cucina aretina. In seguito alle divergenze con la socia va a lavorare a Villa S. Cornelio e poi in un Centro equestre. Si fa apprezzare anche nel ristorantino l”Angolo” un minuscolo laboratorio gastronomico capace di esaltare i sapori aretini. Da qualche anno delizia i palati del ristorate dell’Albergo Etrusco.

La sua cucina rispecchia la sua personalità, semplice e marcatamente territoriale ricca di profumi e di sapori sopraffini.  Cucina costituita da piatti gustosi e caratteristici, legati soprattutto, alla tradizione contadina, costituita da prodotti rustici e genuini che la stessa Francesca sceglie dai rivenditori di fiducia.

La cucina aretina è semplice ma assai gustosa e richiama quella della vicina Umbria, per cui si può ben dire che la gastronomia aretina ha caratteristiche particolari che la differenziano da quella di altre zone della Toscana.

Gli ingredienti tipici sono da millenni gli stessi: l’olio extravergine di oliva delle colline aretine, il pane non salato cotto a legna, le verdure dell’orto, la pasta all’uovo fatta in casa e condita con sugo d’anatra o di cacciagione, gli animali da cortile e non ultima la celebre bistecca “chianina” conosciuta in tutto il mondo.

Francesca elenca i piatti territoriali che ama preparare: pappardelle all’aretina al sugo di anatra, la zuppa di pane e cavolo nero, la pappa al pomodoro e nel periodo estivo la panzanella. Poi si sofferma sui secondi piatti: l ‘antichissimo stufato della “scottiglia”, la “nana” (anatra) arrosto al finocchietto selvatico con le patate, gli arrosti allo spiedo, la bistecca “chianina” alla griglia accompagnati da contorni di fagioli bianchi, rape saltate in padella, “gobbi” (cardi) all’aretina o sedani fritti e conditi con sugo di pomodoro, e il coniglio all’Etrusca.

Francesca è insuperabile nella preparazione dei dolci che costituiscono il suo primo

amore. E per finire, un bel sorriso un saluto in dialetto stretto aretino e corre verso la cucina dove l’attende l’intera brigata pronta a deliziare gli ospiti dell’Albergo.

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