Coronavirus: a rischio l’export agroalimentare italiano

Corona practice equipment in a greenhouse during the covid-19 crisis

di Giuseppe Consiglio

Le limitazioni alla mobilità legate all’emergenza pandemica hanno fatto temere il peggio anche per l’export agroalimentare con gli autoarticolati bloccati al confine con la Slovenia e gli ordini in fortissimo calo da parte della Gdo polacca. Da diversi giorni sono molti gli importatori che hanno iniziato a chiedere certificazioni di salubrità degli alimenti provenienti dall’Italia che attestino l’assenza del virus sugli stessi. Una richiesta che ha però innescato la pronta reazione del governo italiano, il quale ha minacciato di denunciare tali comportamenti come “sleale condotta commerciale”.

La chiusura di ristoranti e bar nei Paesi importatori di prodotti agroalimentari italiani, impatterà inevitabilmente sulle forniture italiane che faranno, per forza di cose, registrare dei cali significativi nei volumi delle esportazioni. Auspicabile è pertanto che i consumatori italiani premino lo sforzo dei produttori connazionali che hanno già assunto l’impegno di garantire l’approvvigionamento degli scaffali. D’altro canto la stessa Commissione Europea ha ribadito l’assenza di fondamento per le richieste di certificazione “virus free” che non potrà in nessun caso esser richiesta ai produttori italiani, sposando di fatto il punto di vista dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare che affermava l’assoluta assenza di prove sul fatto che il cibo sia da individuare come fonte di trasmissione del Covid-19

L’emergenza rischia di avere comunque un impatto tutt’altro che indifferente sull’export agroalimentare italiano, in particolar modo per un calo della domanda dovuto principalmente alla disinformazione strumentale che spesso muta in concorrenza sleale e con campagne denigratorie proprio nei confronti dei prodotti italiani, azioni su cui il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale si riserva di effettuare degli approfondimenti avendo predisposto una casella di posta elettronica ad hoccoronavirus.merci@esteri.it – per raccogliere le segnalazioni su discriminazioni e restrizioni illecitamente applicate alle produzioni italiane.

Le problematiche legate al coronavirus rischiano seriamente di compromettere le eccellenti performance agroalimentare italiano all’estero che nel gennaio del 2020 ha fatto registrare una crescita dell’11,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anno in cui è stata raggiunta la soglia 44,6 miliari di euro come volume di prodotti esportati.

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