ALCANTARA: un fiume d’incanto

Un fiume lungo 48 km segna la linea immaginaria che separa la provincia di Messina da quella di Catania: è l’Alcantara. Ci accorgiamo, immediatamente, che la sua seduzione comincia già dal nome risonante di note arabe, che ci parlano poi di ponti sospesi su fiumi di ambra. Copioso e fresco corso d’acqua perenne, l’Alcantara nasce dalle montagne dei Nebrodi, aggira il versante settentrionale dell’Etna e, correndo, si getta poi nel mar Jonio. In una lunga seguenza di anse e salti, tra incanto e magia, eccolo disegnare un fianco di terra inaspettatamente verde, che accoglie splendidi uccelli migratori. Ma è solo dopo aver superato la metà della sua corsa verso il mare, che le “suggestioni”  di questo fiume edificano castelli di meraviglie. Via via, infatti, l’Alcantara si fa lama velo e nuvola, a seconda che tagli alte mura di roccia, lucidi fondali poco profondi, o vaporizzi cadendo dall’alto. Ecco, siamo così alle sue gole. Qui, il colonnato di antichi basalti che chiude il fiume, fa sentire gli echi di miti e leggende fiorite sulle sue rive. I più romantici, infatti, saranno autorizzati a credere che le nere sculture di Alcantara siano state opera di Vulcano, Dio del fuoco, come narra una storia del posto. Pare che, (assecondando appunto la leggenda), si sia trattato di una vendetta divina ai danni di un tale che aveva accumulato una montagna di grano derubando il proprio fratello cieco. Un lampo di fuoco avrebbe poi incendiato il frumento, trasformando così il “mucchio fumante” in una enorme bocca eruttiva. In realtà, le gole dell’Alcantara, sono il risultato di una colata lavica proveniente dal cratere “più eccentrico” dell’Etna: il Monte Mojo. Il magma incandescente, nel corso dei millenni, si è versato nel letto del fiume, fessurandosi così in modo anomalo e dando vita poi, a strane e suggestive forme. Certo è che, davanti ad un simile spettacolo, l’Alcantara ci lascia sempre dentro un sentimento di stupore, e rimirando la natura tutt’intorno, non possiamo far altro che sentirci dentro ad una meraviglia: proprio nell’incanto di un fiume.

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