Piano a Gela per polo fotovoltaico da 110 mln euro

Sta per nascere a Gela il più grande “polo agro – energetico serricolo – fotovoltaico” d’Europa, della potenza di 80 megavatt.

Tutta energia pulita che la cooperativa floro-orto-frutticola “Agroverde”, di Gela, produrrà grazie agli impianti che verranno realizzati su una superficie di 230 ettari nelle contrade “S. Antonio”, “Cappellaia” e “Bruca”, a est della città, con un investimento di 110 milioni di euro, il 35% del quale sarà coperto dai contributi previsti dal “contratto di programma”.

Cinquecento i posti di lavoro iniziali, che si stabilizzeranno a 250 per la gestione permanente. I pannelli saranno posti a copertura delle serre, che, sotto, daranno prodotti ortofrutticoli, sopra, corrente elettrica a inquinamento zero, perché è già prevista la costruzione di un impianto di co-generazione per la trasformazione dei vegetali di scarto in energia.

Le serre occuperanno 117 ettari, cioé poco più della metà della superficie del parco, al cui interno, in compensazione con gli oneri di urbanizzazione, verrà realizzata una grande strada al posto della provinciale, e saranno attrezzati a verde pubblico non meno di 10 mila metri quadrati, fruibili per eventi culturali, religiosi, e turistici, con parco Robinson, punto ristoro, e un centro di promozione “dell’energia rinnovabile e dei progetti innovativi … – si legge nella relazione – sensibilizzando i giovani in età scolare”.

Il consiglio comunale di Gela, dopo la delibera di giunta favorevole all’insediamento, si accinge ad autorizzare la stipula di un protocollo d’intesa con l’Agroverde per avviare le procedure di esproprio delle aree. Al comune di Gela andrà il 3% degli introiti derivanti dalla vendita dell’energia elettrica. Il gestore della rete, Terna, realizzerà la centrale di ricezione in contrada “Zai”, tra Gela e Butera. Soddisfatto il sindaco di Gela, Angelo Fasulo, che con il presidente dell’Agroverde, Stefano Italiano, sono stati i fautori dell’ iniziativa.

Fonte: Ansa

[facebook_ilike]

1 commento

  1. Che ne dite della proposta di Saija: “Le città invece che scrivere “denuclearizzato” nel cartello che indica l’inizio del territorio comunale dovrebbero avere da una a cinque stelle verdi, a seconda di quanta energia viene prodotta nel comune stesso, a fronte di quella che consuma, e se l’energia che produce è rinnovabile oppure inquinante”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.