La lontra a rischio estinzione

In relazione della Giornata mondiale dell’acqua, il Corpo forestale dello Stato (Cfs) lancia l’ allarme-estinzione per un “mammifero chiave” degli ecosistemi fluviali, la lontra. Il simpatico mustelide, la cui diffusione in Europa è concentrata soprattutto in Finlandia, Irlanda, Scozia, Portogallo, Grecia ed in alcuni Paesi dell’Est è considerato in Italia tra le specie minacciate di estinzione. Infatti nel nostro Paese la lontra è estremamente rara e sopravvive solo in alcune zone del sud (Basilicata, Calabria, Campania e Puglia) e del centro-sud (Molise e Abruzzo).

Le minacce maggiori per il mustelide “sono rappresentate dalla degradazione degli ambienti fluviali, dalla presenza invasiva dell’uomo e dall’inquinamento” hanno sottolineato il Capo del Corpo forestale dello Stato, Cesare Patrone, ed il Presidente onorario del Wwf Italia, Fulco Pratesi, in una tavola rotonda dove è intervenuto, tra gli altri, il presidente Wwf Oasi Antonio Canu. Diversi i progetti volti al monitoraggio delle popolazioni ed alla conservazione di esemplari in cattività.

Tra gli obiettivi principali dell’attuale piano d’azione per la conservazione della lontra l’aumento della popolazione italiana. Inoltre, è importante garantire la connessione tra le diverse popolazioni di lontra, in particolare tra la sub-popolazione molisana e quella meridionale. Non ultima è la esigenza di favorire l’espansione dell’areale della specie, per garantire la persistenza della popolazione italiana e ristabilirne nel lungo termine l’areale storico. Presupposto indispensabile a ciò è l’avvio di programmi di riqualificazione dell’habitat. In particolare, è necessario sia favorire l’espansione dell’ attuale popolazione italiana verso nord in aree idonee del Lazio e dell’Abruzzo, che quella della popolazione austriaca in territorio italiano (Friuli, Veneto e Trentino Alto Adige).

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