Il borgo del Ringo: una culla dell’anima


All’estremo Nord della città di Messina, si apre al visitatore un antico quartiere che molto ha conservato del suo grande passato nelle abitudini e tradizioni: è il borgo del Ringo.
L’abitato si adagia in linea retta sulla grande arteria del Viale della Libertà, proprio davanti ad uno dei più bei litorali sullo Stretto, e lo spettacolo che offre con il mare che abbraccia la costa calabra, è uno fra i più singolari e suggestivi al mondo. Il Ringo, borgo marinaro per antonomasia, un tempo fu dimora esclusiva di pescatori che, da quelle acque, traevano la fonte per la loro sussistenza. A tutt’oggi, se si è soliti passeggiare per le stradine retrostanti, è facile imbattersi in sparuti gruppetti di uomini intenti ad armeggiare, con una certa familiarità, reti e nasse da pesca, proprio sugli usci delle loro case. Piccole dimore queste, logorate dal tempo e dalla salsedine, e che silenziosamente ci parlano ancor oggi di una vissuta quotidianità con il mare. Ringo, l’antico nome del borgo, rimanda al lemma “ARINGO”, tradizionale francesismo che palesa l’atto dell’allinearsi, dello schierarsi, per l’appunto dell’ARRINGARSI dei cavalieri nei tornei. Tutto ciò ci fa pensare che, in tempi passati, il piccolo quartiere fosse una sorta di lunga pista in terra battuta, generosamente atta e idonea a gloriose giostre. Poi, proprio nel mezzo di questo ridente litorale, divenuto negli anni un’incalzante susseguirsi di moderni palazzi, troviamo la chiesetta (esemplare gioiello dell’abitato) di “Gesù e Maria del Buon Viaggio”. Il piccolo edificio sacro è mirabile nel suo prospetto di color giallo zafferano, e la vetusta facciata si apre poi allo sguardo con due bellissime statue (appunto quelle di Gesù e Maria) che si stagliano dal fondo delle loro rispettive nicchie. Nata come luogo di culto dei pescatori della zona, che si raccomandavano con devozione alla “Madre Celeste” prima di intraprendere il mare, a tutt’oggi custodisce gelosamente questa tradizione. Da ciò viene infatti il nome di “Madonna del Buon Viaggio”, che da sempre amorevolmente protegge i suoi figli messinesi. Qui, al Ringo, anche nei mesi più freddi dell’anno, un mare argenteo sovente accarezzato dai raggi del sole, ondeggia dolcemente nella baia antistante, allargandosi poi in mille pagliuzzed’oro. Ecco che allora, nibbii e colombelle marine si levano nell’aria in larghi voli, e di seguito è facile poi ascoltarne in lontananza anche il loro garrire. Così, quasi senza avvedersene, il canale dello Stretto, diviene un passaggio di luci ed emozioni, di sentimenti leggeri e di infinito. E’ bello infatti poter riscoprire in una parte della nostra Sicilia, un borgo più a dimensione d’uomo. Un luogo che, appena “respirato”, induce a quella serenità tanto perseguita ai nostri giorni, e che si fa poi silenziosamente una culla dell’anima. Ecco, in questa atmosfera un pò sospesa e magica, e che costantemente odora di salmastro, è il Ringo.
Le foto sono tratte dal Libro: La Chiesa di Gesù e Maria del Buonviaggio al Ringo, edito nel 2000. L’immagine di copertina cioè la barca sul mare è stata realizzata da ignoto pittore messinese, sec. XIX, Ex-voto (25 febbraio 1877).

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