Etna: situazione al 20 luglio 2011

L’attività stromboliana registrata nei giorni scorsi al pit crater del cratere di sud est dell’Etna ha subito un rapido incremento nella notte del 19 luglio: a partire dalle ore 1.20, le stazioni di monitoraggio della sezione di Catania dell’Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno registrato un netto aumento del tremore vulcanico, associato ad intensa attività stromboliana.

Dalle 2:20 le telecamere di sorveglianza dell’Ingv di Catania hanno osservato una piccola colata lavica diretta verso la valle del Bove, con fontane di lava ed emissione significativa di cenere verso est-sud-est. L’emissione, terminata intorno alle 05:15, ha portato alla chiusura dell’aeroporto di Catania Fontanarossa dalle 03:00 fino alle 06:00. La Sala Operativa della Regione Siciliana ha segnalato la ricaduta di cenere vulcanica nei comuni di Zafferana Etnea, Giarre e Milo.

Il Centro Funzionale Centrale – Settore Rischio Vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di “criticità elevata” per l’area sommitale del vulcano e di “criticità ordinaria” per le aree del medio versante, pedemontana e urbana. La valutazione di criticità è di supporto alle decisioni degli Enti locali per attivare i relativi modelli d’intervento.

Il Prefetto di Catania con un’ordinanza aveva già prorogato fino al 27 luglio 2011 il divieto assoluto di accedere al vulcano oltre quota 2920 m (in prossimità della Torre del Filosofo), sia sul versante nord che sul versante sud. 

Il Centro funzionale continua nell’attività di sorveglianza del fenomeno attraverso i propri centri di competenza Ingv di Catania e Università di Firenze e attraverso le strutture operative del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale della Regione Siciliana.

Fonte: Protezione Civile

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