Prodotti alimentari: “etichettati” per legge

Diventa obbligatorio per tutti i prodotti alimentari l’etichietta d’origine, prima richiesta solamente per alcuni alimenti come: la carne bovina, pollo, uova, latte fresco, passata di pomodoro e olio extravergine di oliva.


L’annuncio è arrivato nel primo pomeriggio di martedì 18 gennaio 2011: la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, all’unanimità, ha varato in via definitiva la legge sull’etichettatura di origine su tutti gli alimenti prodotti in Italia.
Una legge attesissima dai nostri agricoltori che da tempo recriminano il riconoscimento della propria produzione.
Una norma che serve anche a valorizzare il  vero made in Italy in tutti gli ambiti della filiera agricola (produzione, trasformazione distribuzione).
Il provvedimento è costituito da nove articoli il cui fulcro è l’obbligatorietà dell’indicazione in etichetta del luogo di origine o di provenienza dei prodotti agroalimentari.
Per i prodotti non trasformati andrà indicato il luogo di produzione, per quelli trasformati, oltre alla provenienza della materia prima, va riportato anche il luogo dove è avvenuta l’ultima trasformazione.
Dovrà inoltre essere segnalato, l’eventuale impiego nella filiera di organismi geneticamente modificati.
La pubblicità dovrà consentire al consumatore di capire la provenienza del prodotto e sarà considerata ingannevole quella che evoca il made in Italy senza contenere materie prime italiane.
Il tutto diventerà operativo solo dopo il varo di decreti applicativi interministeriali, che conterranno l’elenco dei prodotti da sottoporre a etichettatura, primi della lista carni suine e prodotti lattiero-caseari. E’ prevista inoltre una sanzione per chi immette in commercio prodotti privi dell’indicazione d’origine fino a 9.500 euro. Nonostante gli entusiasmi da tutti gli schieramenti politici resta il veto della Commissione  europea . Si spera solo che non si ripeta la vicenda dell’articolo 1 bis della legge 204 del 2004, che provava a rendere obbligatoria l’indicazione di origine in etichetta e poi è stato censurato dalla medesima Commissione rivendicando  la propria competenza  in materia di trattato di libera circolazione delle merci nel mercato unico europeo.
Nell’attesa  tutto il Parlamento, le confederazioni agricole e le associazioni dei consumatori esultano al nuovo provvedimento.
Diventa obbligatorio per tutti i prodotti alimentari l’etichietta d’origine, prima richiesta solamente per alcuni alimenti come: la carne bovina, pollo, uova, latte fresco, passata di pomodoro e olio extravergine di oliva. L’annuncio è arrivato nel primo pomeriggio di martedì 18 gennaio 2011: la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, all’unanimità, ha varato in via definitiva la legge sull’etichettatura di origine su tutti gli alimenti prodotti in Italia. Una legge attesissima dai nostri agricoltori che da tempo recriminano il riconoscimento della propria produzione. Una norma che serve anche a valorizzare il  vero made in Italy in tutti gli ambiti della filiera agricola (produzione, trasformazione distribuzione).Il provvedimento è costituito da nove articoli il cui fulcro è l’obbligatorietà dell’indicazione in etichetta del luogo di origine o di provenienza dei prodotti agroalimentari. Per i prodotti non trasformati andrà indicato il luogo di produzione, per quelli trasformati, oltre alla provenienza della materia prima, va riportato anche il luogo dove è avvenuta l’ultima trasformazione. Dovrà inoltre essere segnalato, l’eventuale impiego nella filiera di organismi geneticamente modificati.La pubblicità dovrà consentire al consumatore di capire la provenienza del prodotto e sarà considerata ingannevole quella che evoca il made in Italy senza contenere materie prime italiane. Il tutto diventerà operativo solo dopo il varo di decreti applicativi interministeriali, che conterranno l’elenco dei prodotti da sottoporre a etichettatura, primi della lista carni suine e prodotti lattiero-caseari. E’ prevista inoltre una sanzione per chi immette in commercio prodotti privi dell’indicazione d’origine fino a 9.500 euro. Nonostante gli entusiasmi da tutti gli schieramenti politici resta il veto della Commissione  europea . Si spera solo che non si ripeta la vicenda dell’articolo 1 bis della legge 204 del 2004, che provava a rendere obbligatoria l’indicazione di origine in etichetta e poi è stato censurato dalla medesima Commissione rivendicando  la propria competenza  in materia di trattato di libera circolazione delle merci nel mercato unico europeo.Nell’attesa  tutto il Parlamento, le confederazioni agricole e le associazioni dei consumatori esultano al nuovo provvedimento.

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