Nella suggestiva cornice della borgata Filaga, nel comune di Prizzi (Pa), si è svolta ieri 20 marzo l’assemblea degli allevatori di ovini convocata dall’Associazione Produttori Latte Ovino Busambra e dalla Rete Ovinicoltori Siciliana. Numerosi produttori provenienti da tutto il circondario hanno risposto all’appello, riempiendo il salone della Parrocchia San Ferdinando Re di Filaga in un clima di partecipazione intensa e determinata.
Ha aperto i lavori Giorgio Accomando, presidente dell’Associazione Produttori Latte Ovino Busambra, che ha tracciato un quadro lucido e preoccupante della situazione attuale. “In questo momento – ha dichiarato Accomando – è in atto una speculazione volta ad abbassare ulteriormente il prezzo del latte ovino in Sicilia, in netta controtendenza rispetto a quanto avviene nel resto del paese: secondo i dati ISMEA, il latte ovino prodotto al Centro-Nord e in Sardegna viene pagato anche oltre €1,50 al litro, mentre in Sicilia il prezzo è fermo a €1,20, una cifra che non copre nemmeno i costi di produzione. Due tagli consecutivi, nel 2025 e nel 2026, decisi unilateralmente dalle aziende di trasformazione e senza alcun contratto a tutela dei produttori, hanno reso la situazione insostenibile.
Sebastiano Tosto, presidente della Rete Ovinicoltori Siciliana, ha allargato lo sguardo denunciando come i prodotti lattiero-caseari in Italia registrino ricarichi di utile enormi, a danno tanto dei consumatori quanto dei produttori: una filiera squilibrata, in cui chi lavora la terra e alleva il bestiame è sistematicamente il più esposto e il meno tutelato.
Sono intervenuti numerosi allevatori, portando le proprie testimonianze dirette. Ha preso la parola anche il sindaco di Prizzi, Luigi Vallone, che ha espresso solidarietà alla categoria e si è impegnato a farsi promotore di un dialogo con i colleghi sindaci del territorio, riconoscendo nella crisi zootecnica una questione che riguarda l’intera comunità.
Al termine del confronto, i presenti hanno concordato di richiedere con urgenza un’audizione alla III Commissione Attività Produttive della Regione Siciliana, avanzando tre richieste precise: il riconoscimento di un prezzo del latte adeguato a coprire i costi reali, con riferimento ai parametri ISMEA e agli indici nazionali; l’introduzione dell’obbligo di contratti di fornitura ratificati tra produttori e aziende di trasformazione, con clausole di prezzo minimo garantito; l’istituzione in Sicilia di una commissione permanente di osservazione dei mercati agrozootecnici, con funzioni di monitoraggio, trasparenza e tutela della filiera.
Gli allevatori, auspicando una rapida soluzione, si sono riservati di intraprendere ogni altra iniziativa ritenuta necessaria, comprese le vie legali. Il messaggio uscito dall’assemblea è chiaro: la zootecnia siciliana non può più essere lasciata sola.










