Crisi del latte ovino, il PD all’ARS incontra gli allevatori della Busambra: in arrivo un disegno di legge.

Si apre uno spiraglio istituzionale per affrontare la grave crisi che investe il comparto ovino siciliano. Una delegazione dell’Associazione Produttori Latte Ovino “Busambra” e della Rete Ovinicoltori Siciliana è stata ricevuta all’Assemblea Regionale Siciliana dal gruppo parlamentare del Partito Democratico, nel corso di un incontro promosso dall’on. Teresa Piccione.

Nel corso della riunione, il presidente dell’Associazione Busambra, Giorgio Accomando, ha illustrato le proposte legislative elaborate dall’organizzazione e già trasmesse nei mesi scorsi a tutti i gruppi parlamentari dell’ARS e alle principali organizzazioni di categoria. L’obiettivo è quello di introdurre strumenti normativi capaci di contrastare le speculazioni che, secondo gli allevatori, stanno mettendo in ginocchio il comparto zootecnico regionale.

Sulla stessa linea è intervenuto Sebastiano Tosto, presidente della Rete Ovinicoltori Siciliana, che ha sottolineato come «la crisi del latte ovino non possa essere affrontata con interventi tampone, ma richieda misure strutturali in grado di modificare in modo duraturo le regole del settore».

Il capogruppo del PD all’ARS, Michele Catanzaro, insieme al vicecapogruppo Mario Giambona, ha ascoltato le testimonianze dei rappresentanti degli allevatori, raccogliendo le preoccupazioni di un comparto che rischia di subire un ridimensionamento irreversibile se non verranno adottati provvedimenti efficaci.

L’esito più significativo dell’incontro è l’impegno assunto dal gruppo parlamentare del Partito Democratico a predisporre, nelle prossime settimane, un disegno di legge che recepirà le principali proposte avanzate dall’Associazione Busambra.

«Ci auguriamo che questo rappresenti l’inizio di un nuovo percorso di collaborazione tra il legislatore e chi vive quotidianamente le difficoltà del settore», ha dichiarato Giorgio Accomando, confermando la volontà degli allevatori di continuare a sostenere le proprie proposte in tutte le sedi istituzionali.

La posta in gioco è particolarmente elevata. La progressiva chiusura delle aziende ovinicole siciliane avrebbe infatti ripercussioni non solo sul piano economico, ma anche su quello sociale e ambientale, con il rischio di compromettere la tutela del territorio, la conservazione delle aree interne e la sopravvivenza di una delle filiere più rappresentative dell’agricoltura siciliana.

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