Bioshopper: per 6 italiani su 10 busta da casa

La maggior parte degli italiani si porta la busta per fare la spesa da casa. “Circa il 60%” degli italiani sono “soliti portare con sé un contenitore per imbustare la spesa, una percentuale che arriva all’80% se la spesa viene fatta al supermercato. Questo il risultato principale di un’indagine dell’Ispo presentata da Renato Mannheimer nel corso della conferenza di Assobioplastiche. A essere privilegiate per i supermercati sono le borse in stoffa, juta o elasticizzate, mentre chi si reca nei piccoli negozi tende a prenderla sul posto. Inoltre, l’Istituto di Mannheimer mette in evidenza, tenendo conto anche di altri studi, che soltanto “il 13% della popolazione” riesce a distinguere un sacchetto compostabile da uno biodegradabile. Sulla base di questo dato le conclusioni dell’indagine mettono in evidenza il “trend a favore del biodegradabile e compostabile” pur rimanendo una “certa confusione”.

Inoltre Assobioplastiche ha presentato anche una ricerca (affidata a Plastic consult) per avere la fotografia del settore. Ne emerge che le aziende “effettivamente operanti nella produzione di buste per asporto merci sono 95 con circa 2.200 occupati, un fatturato di 732 milioni di euro nel 2011”, con “ricavi relativi alla produzione di shopper” pari a 305 milioni nel 2011″. I volumi prodotti sono scesi “da 145 mila tonnellate del 2010 a 115 mila tonnellate nel 2011”. Il presidente di Assobioplastiche, Marco Versari, rivolge un appello in vista dell’emanazione del decreto con i parametri per la compostabilità dei bioshopper: “Abbiamo bisogno di regole chiare e certe, altrimenti si perdono le opportunità che, in un periodo come questo, sono poche. I bioshopper – osserva Versari – offrono ai cittadini l’idea che si stia facendo qualcosa di utile per l’ambiente e per il Paese”

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