Aurore mozzafiato nei cieli polari

Aurore mozzafiato stanno dando spettacolo nei cielo polari a causa di una tempesta magnetica. La tempesta è stata registrata il 27 febbraio scorso dagli osservatori geomagnetici dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Non si escludono, secondo l’Ingv, ulteriori eventi tra il 9 e il 10 marzo, come diramato dallo Space Weather Prediction Center dell’Agenzia americana per l’atmosfera e gli oceani (Noaa).

La tempesta magnetica è causata dall’intensa attività solare di queste settimane come testimonia l’eruzione solare avvenuta il 25 febbraio, la più violenta registrata dall’inizio dell’anno. Il fenomeno è stato registrata dagli osservatori geomagnetici dell’Ingv presenti a Castello Tesino, in provincia di Trento, Duronia, in provincia di Campobasso e Isola di Lampedusa e contemporaneamente anche dagli osservatori geomagnetici in Antartide, presso la stazione italiana Mario Zucchelli e in quella italo-francese Concordia.

”In condizioni di normalità – spiega Domenico Di Mauro, dell’Ingv – la magnetosfera, ossia la regione dello spazio in cui domina ancora l’azione del campo magnetico del nostro pianeta, funge da schermo al continuo passaggio delle particelle cariche provenienti dal Sole, note con il suggestivo nome di “vento solare””. Ma quando l’attività solare aumenta, come avvenuto il 25 febbraio scorso, anche se lo sciame di particelle solari espulso durante l’eruzione non era diretto verso la Terra, si possono verificare, spiega l’esperto, interazioni tra il vento solare e la magnetosfera terrestre, ”con un’ampia scala di effetti”.

Proprio nelle aree polari e sub-polari, dove più facilmente il campo magnetico terrestre si combina con il campo magnetico trasportato dal vento solare, conclude Di Mauro, l’ingresso nella magnetosfera delle particelle cariche può essere favorito e, in cascata, l’interazione tra queste e gli atomi dell’alta atmosfera terrestre, provoca le aurore.

Redazione

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