Agricoltura: allarme nuovo parassita, primo focolaio in Campania

aromia bungiiArriva dall’oriente il nuovo insetto parassita Aromia Bungii (cerambicide dal collo rosso) che potrebbe distruggere vaste aree di coltivazioni di frutta in Campania, dove si registra il primo focolaio.

Dell’insetto, quasi sconosciuto in Europa, di recente sono stati individuati diversi focolai nel Napoletano che hanno messo in allarme il Servizio fitosanitario regionale. Il parassita, infatti, si insedia e uccide alcuni tipi di alberi da frutta (ciliegio, pesco, albicocco e susino) e, qualora in primavera le larve arrivassero a sfarfallare, potrebbero proliferare e attaccare intere coltivazioni.

Data la grande varieta’ di piante in cui di solito si insedia, i danni potenziali, dicono i dirigenti dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, sono talmente elevati da non essere quantificabili. L’assessorato ha predisposto una task force per la ricerca e distruzione degli alberi colpiti dal parassita e ha messo a disposizione la mail servizio.fitosanitario@maildip.regione.campania.it per le segnalazioni.

”I cittadini – dice il delegato all’Agricoltura della Regione, Daniela Nugnes – devono fare la loro parte. E’ fondamentale collaborare per individuare e abbattere le piante infette anche nei giardini privati”. Proprio qualche settimana fa, l’assessorato ha organizzato un seminario dal titolo ”Nuovi pericolosi insetti di recente introduzione in Campania” che ha fatto il punto sulla situazione della Tignola del pomodoro, della Rhagoletis completa, nota anche come mosca del noce, della Drosophila suzukii e dell’ultimo e più pericoloso insetto, l’Aromia bungii. ”A causa della globalizzazione dei mercati – dice il delegato all’Agricoltura Nugnes – e’ aumentato considerevolmente il rischio dell’introduzione di nuovi parassiti – Per evitare che si verifichi nuovamente quanto accaduto con il Cinipide del castagno occorre lavorare e investire sempre piu’ sulla prevenzione”.

Il problema di questi parassiti, spiegano gli esperti della Regione, e’ che, provenendo da Paesi spesso lontani, trovano nei nostri territori un ambiente sostanzialmente ‘vergine’, privo di antagonisti naturali che potrebbero arginarne la proliferazione. ”Questi nuovi insetti sono coleotteri xilofagi – dice il professore della Facolta’ di Agraria alla Federico II, Antonio Garonna – In Cina sono molto diffusi e temuti, attaccano molto il pesco, e li’ vengono prese delle rigide misure di sicurezza. Questi, a differenza di altri parassiti, non attaccano il frutto, ma direttamente la pianta procurandone la morte.

E’ necessario estirparle in sicurezza, distruggerle e, in primavera, bisogna poi monitorare gli adulti. Le segnalazioni sono fondamentali. Questo parassita e’ noto dal 2010, ma purtroppo la segnalazione al Servizio fitosanitario regionale è arrivata solo nel corso di quest’anno”. Ma come fare a scoprire se una pianta e’ stata attaccata da questo parassita? Bisogna tenere d’occhio il tronco dell’albero per vedere se ci sono dei buchi di circa un centimetro di diametro. Altri elementi di allarme sono il progressivo appassimento dell’albero colpito e la presenza di rosume a terra.

”Si tratta di un insetto che attacca sia i frutteti specializzati, sia le piante isolate poste in giardini privati – dice Raffaele Griffo – per questo e’ molto pericoloso e facciamo appello agli agricoltori, ma anche ai cittadini, affinche’ segnalino i casi sospetti al numero verde 800 88 10 17. Da maggio ad agosto, poi, e’ importante mettere trappole sulle piante sensibili per la cattura degli adulti: le si possono costruire usando le bottiglie di plastica da 2 litri tagliate a metà con la parte superiore capovolta a formare un imbuto per evitare la risalita dell’insetto. Dopo aver unito le due parti si versa all’interno una miscela a base di aceto di mele o a base di birra. Le trappole vanno poste sulla pianta e ispezionate in linea generale ogni settimana. Ovviamente per maggiori dettagli è possibile consultare il sito internet http://www.agricoltura.regione.campania.it/difesa/aromia.html”.

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