Insetti cibo del futuro

caffExpò A tavola con gli insettiGrilli, cavallette fritte e ravioli di farina mista a polvere di insetti, cucinati da due noti chef. Li hanno assaggiati ad Ancona per fornire il loro parere rispondendo ad un questionario, oltre 130 studenti dell’Università Politecnica delle Marche nell’ambito del convegno ‘Insetti cibo del futuro?’.

Promosso dall’Ateneo dorico in vista dell’Expo, il convegno ha fatto il punto sulla situazione alimentare del pianeta e sulla possibilità di ampliare il consumo alimentare di insetti, attualmente condiviso da due miliardi di persone.

”Oggi ci vogliono più di dieci kg di proteine vegetali – ha spiegato Paul Vantomme, senior officer della Fao di Roma – per produrre un chilo di proteine animali con il bestiame allevato, mentre per gli insetti le prestazioni vanno da due a nove volte quelle dell’allevamento di specie tradizionali. Gli insetti possono inoltre essere nutriti con residui di coltivazioni orticole e frutticole, e costituendo il quattro quinti dell’intera massa animale terrestre risultano quantitativamente quasi inesauribili”.

Sono 1.900 le specie consumate nel mondo, con in testa i coleotteri (31%), i lepidotteri o bruchi (18%), seguiti da api, vespe e formiche (14%), cavallette e grilli (13%) e perfino cocciniglie e cimici (10%). A chi storce il naso, Nunzio Isidoro e Raffaele Zanoli, docenti della Facoltà di Agraria, fanno notare che in Europa mangiamo ostriche crude, lumache e zampe di rana, e che miele, propoli e pappa reale non sono altro che secrezioni delle api.

”Tra una ventina d’anni nel mondo saremo circa nove miliardi – ha detto Sorlini – e le riserve di cibo non basteranno più”. Utilizzabili nei mangimi animali, gli insetti possono fornire anche all’uomo nutrienti pari a quelli della carne e del pesce. Sono ricchi di acidi grassi e dunque consigliabili come integratori dietetici nei bambini malnutriti, e a basso rischio di malattie trasmissibili da animale a uomo.

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