Contraffazioni olio di oliva: analisi inadeguate

olioLe contraffazioni dell’olio di oliva rischiano di non essere rilevate dai tradizionali strumenti di indagine scientifica, da qui la necessità di rivedere la normativa sui metodologie di analisi.

E’ quanto ha denunciato Mario Catania, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, che oggi ha avviato un ciclo di audizioni sul tema. ”Le testimonianze dei magistrati e degli esponenti delle forze dell’ordine – ha detto Catania – confermano la necessità di una revisione della normativa, tenendo conto delle condotte illecite di alcune aziende, che sistematicamente miscelano partite di oli di qualità non equivalenti, spacciandoli come prodotti ottenuti da materie prime italiane”.

Tra le lacune normative, segnalate oggi, quella che riguarda le procedure di prelevamento e campionamento, ampiamente insufficienti per individuare frodi e contraffazioni. Dal punto di vista penale, Catania ha detto che nelle prossime settimane si prenderà in considerazione la possibilità di estendere la Legge “Salva olio” a tutte le frodi alimentari.

Secondo Colomba Mongiello, vice presidente della Commissione, ”le norme del codice penale sulla contraffazione agroalimentare sono inadeguate a contrastare un fenomeno di dimensione globale, con forti interessi della criminalità organizzata; per paradosso, corre più rischi un amministratore di condominio che dichiari il falso nel verbale d’assemblea che un imprenditore che indichi nel portale del Mipaaf una falsa movimentazione d’olio”.

La legge ‘Salva olio’, ha ricordato, infine, Mongiello, ha dotato gli apparati dello Stato di strumenti, a partire dalle intercettazioni telefoniche, che hanno migliorato la capacità di prevenzione e repressione delle frodi alimentari.

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