Scempi ambientali nel Parco dell’Etna: “Sono in gioco etica e legalità”

Il Presidente dell’ente parco, Marisa Mazzaglia, scrive una lettera aperta sui recenti atti di inciviltà nel territorio protetto e propone un incontro in Prefettura e diverse proposte concrete per la Regione

 

Cari Amici del Parco dell’Etna

marisa mazzagliacome ho già avuto modo di scrivere qualche giorno fa sulla rubrica di un noto quotidiano, il “primo comandamento” per un ente gestore di un Parco è quello di tutelare le proprie peculiarità naturalistiche. La più importante delle “mission” del Parco dell’Etna è dunque quella di salvaguardare e difendere le bellezze naturali dell’area protetta attorno al vulcano Patrimonio dell’Umanità.

Così come la violazione dei precetti contenuti nei Dieci Comandamenti viene considerata un peccato grave, la devastazione più violenta, insensata e becera della natura, come quelle consumate nei giorni scorsi prima ai danni del sentiero dei Monti Sartorius da un anonimo fuoristradista che lo ha solcato in un insensato carosello, poi con l’abbandono dei rifiuti all’interno di uno dei rifugi storici della nostra area protetta, infine con il furto perpetrato a danno di alcuni escursionisti, rappresentano la più avvilente delle offese contro il Parco, contro chi ci lavora, contro i tantissimi che lo amano.

Concordo profondamente con i tanti commenti di cittadini indignati e sottolineo che il problema ha un denominatore comune: non è solo irresponsabile sfregio dell’area protetta o incivilità e rozzezza di alcuni ma si tratta di un fenomeno di vera e propria illegalità ai danni del nostro patrimonio naturale, che va duramente repressa e punita per rispetto al comune sentire di quei tanti che vivono il Parco con passione, e che lo vogliono integro e pulito per sé e per i propri figli.

Il Parco dell’Etna, dalla sua istituzione, insieme ad altre istituzioni e a tante associazioni e cittadini, opera per mantenere e offrire agli occhi del mondo un territorio, l’Etna, oggi Patrimonio dell’umanità, incontaminato, vivibile e decoroso, ma la contemporanea incidenza sullo stesso territorio di competenze e compiti frammentati, spesso impedisce incisività, efficacia e concreta tutela.

E’ ben noto che il Parco dell’Etna non ha propri guardia parco (sono state bloccate le assunzioni, dopo aver espletato il concorso, come previsto dalla legge istitutiva del Parco). In mancanza di un proprio corpo di vigilanza, il delicatissimo e sempre più necessario compito del controllo e della repressione degli abusi nell’area protetta è affidato a ben sette distaccamenti forestali che operano attorno alle falde dell’Etna, ciascuno con pochi uomini e con competenze territoriali e funzionali non coincidenti con il territorio dell’area protetta. E’ un modello che non funziona e che non possiamo più accettare, se tanti barbari continuano a devastare e a compiere azioni contro l’ordine pubblico dentro il Parco con tanta arroganza e strafottenza di regole e norme, ma soprattutto con la certezza di non essere puniti.

Serve di più: nell’immediato, più presenza e più interventi, duri ed esemplari, contro chi sporca, devasta, offende la nostra Etna, da parte del Corpo Forestale, preposto alla vigilanza del Parco. Occorre una collaborazione tra i vari distaccamenti dell’Etna, che organizzino i propri uomini sul territorio del Parco in turni di costante perlustrazione per reprimere chi sporca, devasta, ruba. Nell’ottica della riorganizzazione del settore forestale poi occorre che anche sull’Etna vi sia un unico distaccamento forestale coincidente con il territorio del Parco (sul modello della riserva dello Zingaro), dotato di personale e mezzi adeguati, i cui uomini siano posti alle dipendenze funzionali del Direttore del Parco, come avviene nel resto d’Italia e del mondo, per garantire coordinamento ed efficacia delle azioni di controllo. Proponiamo anche che la Regione prenda in considerazione l’idea di istituire la figura della guardia volontaria ambientale, ben consapevoli, però, che la soluzione non può essere demandata all’impegno dei volontari in una Regione che conta un cospicuo numero di agenti del Corpo Forestale e di operai dell’Azienda Foreste, sia a tempo indeterminato che stagionali.

Ringraziamo i tanti che ci inviano puntualmente le loro segnalazioni e che anche con le critiche ci spronano a far meglio e di più e continuiamo a chiedere alla maggioranza silenziosa che ci sia sempre più coraggio e tempestività nelle segnalazioni da parte dei testimoni di questi scempi.

Chiederemo, come suggerito da alcuni, che tali questioni siano oggetto di un confronto in Prefettura, con i tanti soggetti che operano nell’area protetta, ma soprattutto opereremo per fare in modo che queste idee divengano proposte concrete per il governo della Regione. Sono argomenti che hanno trovato in passato moltissimi ostacoli, non tutti giustificati e giustificabili; altri, certamente, ne incontreranno, ma noi abbiamo il dovere di tirare fuori le nostre argomentazioni e di ripeterle per tutti coloro che amano l’Etna. Sono in gioco non soltanto il principio di legalità che riguarda il rispetto delle norme e quello etico che riguarda il rispetto della natura, ma anche l’idea stessa di Parco.

Marisa Mazzaglia

Presidente Parco dell’Etna

(14 gennaio 2015)

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