Presentato al Vinitaly il Marchio “Nero d’Avola Sicilia Qualità”

I colori rosso, oro e nero lo contraddistinguono. D’ora in poi non verranno solo tutelati i vini prodotti con questa varietà di uve ma anche quelli imbottigliati nel territorio siciliano. Un traguardo importante e per il comparto del vino e per l’economia dell’intera regione: “E’ un segno di maturità – ha commentato durante la conferenza stampa di presentazione, che si è tenuta presso il padiglione Sicilia alla Fiera di Verona, il presidente dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino Leonardo Agueci – espresso da tutto il comparto, dal piccolo produttore viticolo sino al grande marchio, uniti dalla consapevolezza del valore identitario ed economico del nostro Nero d’Avola”.
L’apposizione sulle bottiglie del marchio “Nero d’Avola Sicilia Qualità” la potranno quindi avere tutti e soltanto quei prodotti imbottigliati in Sicilia. L’adesione al Disciplinare sarà a base volontaria. Sarà l’Istituto Regionale della Vite e del Vino a svolgere le attività di verifica per il rilascio ed il mantenimento del marchio. I soggetti produttori dei vini in possesso dei requisiti, che vogliono richiedere la concessione all’uso del Marchio devono far domanda all’IRVV, redigendo l’apposita modulistica e dichiarazioni predisposte e disponibili presso la sede dell’IRVV e sul sito internet www.vitevino.it. “Questo strumento – prosegue Agueci – consentirà di non disperdere quote importanti di valore aggiunto e ci consentirà di difendere il ruolo e l’iniziativa dei produttori siciliani nella produzione del Nero d’Avola”.
Nella foto: Domenico Cacioppo, Dario Cartabellotta Dir. Gen. IRVV e Rosalia Nicolosi ARGA Sicilia
L’iniziativa nasce dall’IRVV e da un gruppo importante di produttori siciliani concentrati in quei territori di Sicilia, a vocazione vitivinicola, in cui il vitigno Nero d’Avola è tradizionalmente coltivato. “La Sicilia si tutela ed applica il suo federalismo al vino di qualità. Questo è un fatto strategico importantissimo – spiega il vice-presidente dell’IRVV Giancarlo Conte – che deve avvalersi di una massiccia adesione delle aziende produttrici. Più il sistema Sicilia sarà compatto nel recepire questo strumento di tutela e valorizzazione del nostro Nero d’Avola, più alto sarà il livello di protezione raggiunto, con effetti positivi soprattutto per quelle aziende che hanno completato la filiera, dal vigneto alla commercializzazione della bottiglia”. E proprio su questo aspetto che il direttore dell’IRVV, Dario Cartabellotta, pone l’accento sottolineando la necessità che “dal sistema produttivo del vino di qualità dell’isola vi sia una diffusa adesione al progetto di valorizzazione e tutela del Nero d’Avola, chiudendo gli spazi a quanti, in questi anni e, soprattutto fuori dalla Sicilia, hanno abusato del buon nome e dell’ottima reputazione del nostro storico vitigno, imbottigliando vini sfusi di basso prezzo, di dubbia provenienza, e realizzando un improprio vantaggio speculativo sulle produzioni e sulle aziende di qualità della Sicilia”.

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