Normativa agricoltura biologica verso revisione

Semplificazione burocratica, gestione sicura delle importazioni, apertura a forme di certificazione diversa che diano garanzia ma si adeguino alle piccole aziende, nessuna tolleranza verso gli OGM, definizione di requisiti ambientali ed energetici, inclusione di nuovi ambiti quali la ristorazione collettiva.

Questi i temi cardine proposti oggi per la revisione del regolamento europeo 834/07, che definisce regole e modalità di certificazione del biologico da AIAB, MIPAAF, Coldiretti, Legambiente, LIPU, ICQRF, ICEA, VALOREITALIA, FIRAB e IFOAM EU riuniti oggi a Roma alla città dell’Altra Economia in vista del processo di revisione che porterà all’entrata in vigore nel 2016 di un nuovo regolamento.

L’obiettivo e’ quello di formulare una proposta concreta di revisione inclusiva di tutte le istanze del biologico italiano.

Tale proposta verrà portata alle istituzioni nazionali e comunitarie e condivisa con i colleghi degli altri Stati Europei.

”Dobbiamo essere molto attivi – ha dichiarato il presidente di AIAB, Alessandro Triantafyllidis – se non vogliamo vedere stravolto il concetto di biologico che abbiamo fin qui difeso e che lo ha reso una vera avanguardia politica, culturale, sociale ed economica. Non si puo’ prescindere da una PAC che sostiene questo fondamentale momento di cambiamento. E purtroppo cosi’ non sembra, alla luce delle proposte sulla nuova PAC e dei massicci tagli al relativo budget, che mirano piu’ a mantenere delle rendite di posizione che a sostenere un reale sviluppo reale di cui i contadini debbono essere i protagonisti principali”.

”Non e’ vero che il biologico costa di più. Basta considerare quanto l’agricoltura biologica fa risparmiare al Paese – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente – garantendo minori consumi idrici e migliore qualita’ dell’acqua restituita al sistema, riduzione dei consumi di fonti fossili e azzeramento dei pesticidi, maggior peso della filiera corta, maggior contributo alla mitigazione dei cambiamenti climatici e riduzione delle multe previste dagli accordi internazionali”.

Fonte: Ansa

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