Mistretta e i suoi musei

musei_mistretta_1A Mistretta, laboriosa cittadina di circa 5.000 anime incastonata sui Monti Nebrodi Occidentali, da millenni l’Uomo trae il proprio sostentamento ed il proprio benessere dalla Natura, che qui offre vaste e fertili terre per le coltivazioni e per l’allevamento, boschi ricchi di selvaggina e di legname ed una vena di austera pietra (la cosiddetta Dorata dei Nebrodi): tutti elementi che negli ultimi secoli hanno permesso a questa mirabile cittadina di sviluppare un ceto borghese e nobiliare che ci ha lasciato palazzi e manufatti di pregio che oggi costituiscono le quattro principali raccolte museali cittadine.

Il Museo Civico Polivalente, istituito ufficialmente nel 1982, a partire dall’anno 2010 è ospitato nel “Palazzo della Cultura” Mastrogiovanni Tasca (costruito da Giuseppe Mastrogiovanni Tasca nel 1727). Esso raccoglie una serie di beni appartenuti un tempo a pubbliche istituzioni o a collezioni private. Varcato il portone d’ingresso, sulla destra si trova il desk di accoglienza al pubblico mentre sulla sinistra, tramite uno scalone o mediante un ascensore, si accede ai piani superiori. Al primo piano è ospitata la Biblioteca Comunale, recentemente intitolata al linguista e filosofo mistrettese Antonino Pagliaro, mentre al secondo si trovano una sala di rappresentanza del Comune di Mistretta, una sala conferenze ed il nucleo principale del museo costituito dalle statue dei “Gesanti” Mitya e Kronos (gigantesche figure mitologiche della tradizione religiosa popolare locale), dalla “Sezione architettonica”, che raccoglie vari elementi lapidei utilizzati nell’edilizia cittadina otto/novecentesca, dalla “Sezione di arte sacra”, costituita da statue, quadri e arredi di carattere religioso dei secoli XVII e XVIII (tra i dipinti spiccano una Flagellazione di Cristo attribuita a Matthias Stomer e un Sant’Ignazio di Loyola di ignoto), e dalla “Sezione archeologica”, che ospita reperti di vari generi e di varie epoche, da quella preistorica a quella medievale, raccolti – per lo più dal Cav. Egidio Ortolani Consentino – nel territorio di Mistretta, l’antica Mytistraton/Amestratus. Al terzo piano si trovano gli uffici amministrativi, un deposito-laboratorio e una sala che ospita un’esposizione permanente di strumenti ottocenteschi appartenuti alla locale scuola musicale, tra cui spiccano un ottavino e due flauti in ebano.

musei_mistretta_2Il Museo Demo-etno-antropologico Regionale delle tradizioni silvo-pastorali è ospitato presso l’ex palazzo di giustizia. Inaugurato nel 2007, il museo è stato intitolato al mistrettese Giuseppe Cocchiara, illustre antropologo, demologo e studioso di tradizioni popolari, scienziato di fama internazionale e continuatore dell’opera di Giuseppe Pitrè. Sulla destra dell’androne d’ingresso si trova il desk di accoglienza al pubblico, superato il quale si accede, tramite uno scalone o mediante un ascensore, al primo piano dove si trovano gli uffici amministrativi e i primi spazi espositivi contenenti una locale moneta bronzea di età ellenistico-romana ed una serie di dipinti su vetro (nella cosiddetta Sala blu). Al secondo piano è ospitata la mostra permanente denominata “Ingens Sylva”, articolata lungo sette sale delle quali le prime due sono dedicate ad un inquadramento storico e territoriale dei contesti in cui hanno avuto luogo le principali forme di cultura silvo-pastorale dei Nebrodi; segue la grande Sala dedicata al mondo degli allevatori, contenente modellini plastici delle strutture rurali più utilizzate, gli attrezzi del mestiere, l’abbigliamento tipico e anche i prodotti caseari finiti; superata una sala multimediale in cui si possono fruire specifici contenuti informatizzati, si giunge nella sala successiva dove sono ospitati oggetti e documenti relativi ad arti e mestieri del bosco (taglialegna, carbonai, decorticatori di sughero); si accede poi alla grande Sala dell’estetica pastorale che raccoglie oggetti ed immagini che documentano le varie forme e tipologie di arte pastorale; infine le ultime due sale sono dedicate alla rappresentazione dei principali cicli produttivi tipici del territorio di riferimento: grano e lino, vino ed olio. Il museo raccoglie anche numerosi gruppi plastici in ceramica popolare riproducenti fasi del lavoro agricolo-pastorale e non solo, decine di costumi di Confraternite siciliane e circa 200 dipinti su vetro dei secoli XVII–XX di scuola siciliana, italiana ed europea: tutte collezioni soltanto in parte oggi offerte al pubblico, in attesa di ampliare gli spazi espositivi.

Costituisce una sorta di “Sezione naturalistica” del Museo “G. Cocchiara” il Museo della Fauna ospitato presso il Palazzo Lo Iacono (oggi conosciuto come Portera, dal nome degli ultimi proprietari), una dimora residenziale realizzata nel quartiere San Nicola tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo. Nella seconda metà degli anni 2000 l’Ente Parco dei Nebrodi lo ha acquistato per farne, al contempo, uno scrigno ed una vetrina delle principali risorse faunistiche dell’hinterland nebroideo. Una gradevole scalinata in pietra conduce ad un ammezzato che, sulla destra, ospita il desk di accoglienza al pubblico e gli uffici amministrativi del museo, mentre il percorso espositivo, ben allestito e corredato da pannelli didattico-esplicativi, si articola lungo cinque sale, denominate con lettere dalla “A” alla “E”, disposte al primo piano del palazzo, che raccolgono in totale circa 400 esemplari di cui alcuni, posti al centro delle sale, mediante diorami raffiguranti gli animali nel loro habitat naturale. Si inizia con la Sala dei Mammiferi, dove sono esposti vari esemplari tra cui un capriolo e cervidi, specie talmente note e diffuse in questi monti in Antichità da dargli il nome (dal momento che dalla parola greca che indica il capriolo/cerbiatto, nèbros, deriva l’appellativo di Nebrodi); si prosegue con la Sala della Sicilia antica e dei suoi fossili, dove è ricostruita la storia degli antichi popolamenti fossili isolani; si continua poi con la Sala degli Uccelli acquatici, che raccoglie sia uccelli d’acqua dolce sia marini; segue poi la Sala degli Uccelli terrestri, in cui dominano numericamente i Passeriformi, e si conclude la visita con la Sala degli Uccelli del Parco dei Nebrodi, che descrive l’avifauna tipica del territorio di riferimento. Al piano superiore del palazzo, ancora in fase di allestimento, si prevede a breve l’istituzione di un laboratorio di impagliamento ed imbalsamazione della fauna, mentre al piano seminterrato sorge una sala conferenze già utilizzata per convegni e corsi di formazione.

A Mistretta dal 2000 esiste anche un Museo Parrocchiale che raccoglie arredi, suppellettili, dipinti e statue a carattere religioso provenienti da svariati luoghi di culto cittadini, sia pubblici che privati. Lo spazio espositivo, di proprietà della Parrocchia di Santa Lucia, è costituito da quattro ambienti comunicanti, denominati con numeri romani dall’“I” al “IV”, un tempo monolocali indipendenti adibiti a depositi e magazzini, ricavati tra la parte bassa della fronte dalla Chiesa Madre e il quartiere abitativo che sorge immediatamente a ridosso di essa. Tra i reperti spiccano una statua lignea di un Sant’Onofrio attribuibile ai Li Volsi ed una pala lignea d’altare d’ignoto raffigurante una Madonna con Santi databile al XVII secolo. Attualmente il museo non presenta un unico e stabile criterio espositivo ma cambia la propria articolazione interna in base a mostre temporanee a soggetto ivi allestite annualmente. Oltre che per il loro “contenuto”, queste sale risultano di particolare interesse storico-architettonico per la loro stessa essenza di “contenitori” dal momento che sulle pareti di fondo di tre di questi quattro ambienti si possono ancora riconoscere i cantonali della vecchia chiesa (ambienti II e IV), che in origine presentava un orientamento specularmente ruotato di 180° rispetto a quello attuale, e le scale di accesso alla cripta e al colatoio della recente chiesa (ambiente III); di particolare rilievo è anche parte di un affresco di colonna proveniente dall’aula basilicale della Chiesa Madre datato al 1488. 

* Tutti i musei descritti in queste pagine sono fruibili in tutti i giorni della settimana senza bisogno di prenotazione, eccezion fatta per il Museo Parrocchiale di Mistretta per il quale è gradita ai numeri 0921 381136 oppure 0921 380367.

Dott. Vittorio Alfieri