Il valore del falso Made in Italy continua a rappresentare una ferita aperta per l’economia agroalimentare nazionale. Secondo le ultime analisi diffuse da Coldiretti in occasione del Summer Fancy Food di New York (luglio 2026), il fenomeno dell’Italian Sounding — ovvero la commercializzazione di prodotti che richiamano l’Italia pur non essendolo — raggiunge cifre da capogiro: 40 miliardi di euro solo negli Stati Uniti, a cui si sommano 2 miliardi di euro di danni causati dalle manipolazioni interne alla filiera.
Il mercato americano: un colosso del falso
Negli Stati Uniti, la produzione di formaggi “Italian style” ha assunto dimensioni imponenti. I dati dell’USDA (Dipartimento dell’Agricoltura statunitense) evidenziano numeri allarmanti:
- Oltre 2,7 miliardi di chili di formaggi di ispirazione italiana prodotti annualmente.
- Volumi record: 222 milioni di chili di Parmesan, 170 milioni di chili di Provolone, 23 milioni di chili di Pecorino Romano e ben 2 miliardi di chili di mozzarella.
- Geografia della produzione: Wisconsin, California e New York sono i poli principali, da cui proviene circa il 90% di queste imitazioni.
Il fenomeno non risparmia i salumi (falsi Prosciutti di Parma, San Daniele e Mortadella Bologna) né il settore enologico, dove proliferano kit che promettono di “riprodurre” celebri vini italiani attraverso polveri e aromi chimici.
Il “falso in casa”: l’inganno del codice doganale
A preoccupare Coldiretti non è solo il mercato estero, ma anche il “falso fatto in Italia”. Sfruttando le maglie larghe della normativa europea sull’ultima trasformazione sostanziale, molte materie prime straniere vengono lavorate sul territorio nazionale per acquisire la denominazione “italiana”.
Gli esempi portati in esposizione al Coldiretti Theatre di New York sono emblematici:
- Prosciutti: cosce di maiale provenienti da Olanda o Germania che diventano “prosciutti italiani” dopo una semplice operazione di salatura.
- Pomodoro: triplo concentrato di origine cinese diluito con acqua per trasformarsi in passata tricolore.
- Olio: olive tunisine che, grazie al traffico di perfezionamento attivo, vengono etichettate come extravergine nostrano.
- Latticini: latte proveniente da Germania o Polonia utilizzato per produrre mozzarelle vendute con bandiera italiana sulla confezione.
Salute e prevenzione: la battaglia per l’autenticità
Oltre al danno economico, Coldiretti pone l’accento sul rischio per la salute dei consumatori. La contraffazione e le manipolazioni industriali si contrappongono alla strategia dei “Campioni del cibo sano”, promossa in fiera per ribadire che la vera prevenzione parte da un’agricoltura naturale.
In un contesto in cui i cibi ultra-processati e “artificiali” invadono le tavole, la lotta contro l’Italian Sounding diventa una missione necessaria non solo per proteggere il reddito degli agricoltori italiani, ma per garantire trasparenza e qualità a milioni di consumatori in tutto il mondo.
Articolo redatto sulla base dei dati diffusi da Coldiretti al Summer Fancy Food, New York, luglio 2026.










