Latte ovino, gli allevatori siciliani non si arrendono: assemblea a Filaga con ampia partecipazione.

Sala gremita e partecipazione sentita, ieri sera, nel salone della Chiesa di San Ferdinando a Filaga, frazione di Prizzi, dove si è svolta l’assemblea promossa dall’Associazione Produttori Latte Ovino Busambra e dalla Rete Ovinicoltori Siciliana. Un incontro che ha richiamato allevatori provenienti da numerosi comuni del comprensorio, uniti dalla volontà di difendere il comparto ovino siciliano e denunciare una situazione economica sempre più difficile.

Ad aprire i lavori è stato Giorgio Accomando, presidente dell’Associazione Busambra, che ha illustrato le proposte legislative già trasmesse alla Presidenza della Regione e a tutti i gruppi parlamentari dell’Assemblea Regionale Siciliana. Un pacchetto di interventi considerato dagli allevatori indispensabile per garantire futuro e dignità al settore.

Tra le richieste avanzate figurano una legge regionale sui contratti di filiera ovinicola, l’istituzione di un fondo regionale di garanzia del prezzo minimo del latte, la creazione di un Osservatorio regionale dei mercati agro-zootecnici, una clausola anti-speculativa nei bandi regionali e un piano di valorizzazione del latte ovino siciliano. Gli allevatori chiedono inoltre la piena applicazione in Sicilia delle normative nazionali già operative nel resto d’Italia.

Nel corso dell’assemblea, Sebastiano Tosto, presidente della Rete Ovinicoltori Siciliana, ha evidenziato quella che definisce “una grave anomalia di mercato”: il latte ovino nell’Isola viene pagato agli allevatori circa 1,20 euro al litro, contro una media nazionale che si attesta intorno a 1,45 euro. Una differenza che, secondo gli allevatori, non trova giustificazioni economiche reali e che rischia di mettere in ginocchio centinaia di aziende.

Durante la serata è stata sottoscritta una richiesta formale di adeguamento del prezzo del latte, firmata direttamente dalle aziende conferenti e indirizzata ai caseifici siciliani acquirenti.

Gli allevatori hanno rivolto anche un appello alle istituzioni locali. Presente all’incontro il sindaco di Castronovo di Sicilia, Vitale Gattuso, al quale è stato chiesto di farsi promotore, insieme agli altri amministratori del territorio, delle istanze del comparto zootecnico presso gli organi regionali.

Nel dibattito è emerso anche il tema del rapporto tra prezzi al consumo e compensi riconosciuti ai produttori. Gli allevatori hanno sottolineato come i consumatori acquistino formaggi e prodotti caseari a costi elevati nella grande distribuzione, mentre chi produce il latte non riesce spesso a coprire nemmeno le spese di produzione.

Sul tavolo, inoltre, resta la forte preoccupazione per le conseguenze sociali e ambientali di una possibile crisi irreversibile del comparto. La chiusura delle aziende zootecniche significherebbe infatti perdita di occupazione nelle aree interne, spopolamento rurale e maggiore rischio di degrado e incendi, venendo meno il presidio quotidiano garantito dagli allevatori sul territorio.

L’assemblea si è conclusa con un messaggio chiaro e condiviso: gli allevatori siciliani non intendono arrendersi e continueranno la mobilitazione per ottenere condizioni più giuste e fermare quella che definiscono una continua speculazione ai danni della filiera ovina dell’Isola

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