Il settore agricolo non produce solo cibo e fibre, ma anche altri servizi/beni con valore sociale o ambientale (paesaggio, tutela della biodiversità, sviluppo rurale, turismo, sicurezza alimentare), strategia chiamata multifunzionalità agricola.
Attività strettamente legate all’agricoltura principale (coltivazione, allevamento), (attività connesse) esercitate dallo stesso imprenditore, che ne sfruttano prodotti, attrezzature o risorse aziendali per trasformazione, valorizzazione, commercializzazione (es. produzione di vino, formaggi, agriturismo, servizi con macchinari) e godono di agevolazioni fiscali, purché l’attività agricola resti prevalente.
La multifunzionalità si è dimostrata una risorsa sempre più importante per l’agricoltura italiana. Un ruolo per la diversificazione riconosciuto nella costruzione del Piano Strategico della PAC.
La multifunzionalità rappresenta una componente fondamentale dell’agricoltura italiana e, con il passare degli anni, il suo ruolo si sta rafforzando come confermato dai dati del 7° Censimento generale dell’agricoltura diffusi dall’Istat nel corso del 2022 e riferiti all’annata agraria 2019-20.
L’incidenza delle aziende con attività connesse, sul totale delle aziende agricole italiane, è cresciuta, tra il 2010 e il 2020, passando dal 4,7% al 5,8% in conseguenza di una minor riduzione del numero di aziende (-14,5% per le aziende multifunzionali, contro -30% per le aziende totali).
Secondo dati del VII Censimento dell’agricoltura (Istat/ISMEA): le aziende agricole con attività connesse sono circa 76.000 unità, pari a circa 4,7% del totale delle aziende in Italia, distribuite geografica: circa 51% nel Nord Italia, 21% al Sud, 19% nel Centro e 9% nelle Isole. Il valore economico della multifunzionalità, sempre secondo il rapporto ISMEA 2022, su agriturismo e multifunzionalità, basato sul Censimento 2021 evidenzia un valore complessivo generato dalle attività multifunzionali agricole (agriturismo, energia, trasformazione, servizi sociali ecc.) di ben oltre 12,5 miliardi di euro nel 2021, valore, che è aumentato di circa +50% negli ultimi 10 anni.
Naturalmente l’andamento è in forte crescita, osservazioni recenti dalla programmazione PAC post-2020 indicano l’ incidenza delle aziende con attività connesse è passata dal 4,7% (2010) al 5,8% (2020), evidenziando una crescita relativa della multifunzionalità rispetto alla diminuzione generale del numero di aziende agricole. Inoltre, le aziende multifunzionali mostrano maggiore digitalizzazione e presenza di capi azienda più giovani rispetto alla media del settore agricolo.
Le attività agricole multifunzionali includono: Agriturismo (direttamente legato al turismo rurale); Fattorie didattiche; Agricoltura sociale; Produzione di energia da fonti rinnovabili; Trasformazione dei prodotti agricoli; Servizi connessi alla comunità rurale. L’agriturismo è spesso la componente più diffusa tra le attività multifunzionali delle aziende italiane: ad esempio in Italia circa il 38% delle aziende multifunzionali pratica attività agrituristica.
Tali dati assumono un significato ancora maggiore se si considera che l’annata agraria di riferimento è coincisa, in parte, con l’inizio della diffusione del Covid-19n che ha impattato molto negativamente proprio su alcune delle principali attività connesse (agriturismo, didattica e agricoltura sociale, contoterzismo).
Le aziende multifunzionali, inoltre, sono condotte più frequentemente da imprenditori giovani rispetto al complesso delle aziende agricole (il 18,7% delle aziende con attività connesse ha un capo azienda under 41 contro il 9,3% delle aziende agricole) e sono più digitalizzate, fattore, quest’ultimo, direttamente collegato alla più giovane età dei capi azienda. Tra le aziende con attività connesse l’incidenza della digitalizzazione è, infatti, quasi quattro volte superiore rispetto al totale delle aziende agricole (61,7% contro 15,8%): tra queste, le più informatizzate sono le unità agricole che svolgono attività di fattoria didattica (76,6%), agricoltura sociale (71,5%) e agriturismo (69,3%).
L’incidenza delle attività multifunzionali sul settore agricolo italiano è molto evidente anche in chiave economica, con un valore della produzione, pari a oltre 12,5 miliardi di euro nel 2021, che è cresciuto di circa il 50% negli ultimi dieci anni e rappresenta, ormai stabilmente, più di un quinto del valore complessivo del settore primario del nostro Paese.
Il sistema agricolo italiano, con il passare degli anni, vede sempre più rafforzato il suo ruolo multifunzionale. Le attività di diversificazione come l’agriturismo, le fattorie didattiche e l’agricoltura sociale, la produzione di energie rinnovabili, le forme di integrazione verticale dei processi – quali la trasformazione dei prodotti agricoli e la vendita diretta – e le attività a tutela delle risorse naturali e paesaggistiche, sono diffuse in tutto il territorio nazionale.
Pur non essendo possibile, per le ragioni già esposte, un raffronto puntuale delle risorse a sostegno della diversificazione nel PSP 2023-27 con quelle della programmazione 2014-22, l’attuale impianto sembra in grado di rispondere, almeno in parte, all’esigenza di sostegno diffuso della multifunzionalità agricola che, con il passare del tempo, risulta sempre più sentita su tutto il territorio nazionale. In quest’ottica è importante che le risorse del Piano Strategico della PAC 2023-27 operino sinergicamente con quelle del PNRR e con quelle degli altri fondi strutturali per preservare e incentivare la vitalità e l’occupazione nei territori rurali italiani, spesso soggetti ad un grave fenomeno di spopolamento demografico.
Nello specifico intervento del PSP 2023-27 per il sostegno degli investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attività non agricole prevede una spesa programmata per il settennio 2023-27 pari a 272 milioni di euro corrispondenti al 2,15% delle risorse destinate allo sviluppo rurale nelle Regioni che lo attiveranno, con un tasso di sostegno compreso tra il 30% e il 60%, a seconda delle diverse azioni, con conseguente importante funzione di stimolo degli investimenti privati per la realizzazione dei progetti di diversificazione.
Il futuro dell’agricoltura è fortemente legato alla strategia della multifunzionalità.










