Fausto Faggioli: il pioniere del turismo delle radici e dei territori, nominato Presidente della Commissione Nazionale Turismo della CIM – Confederazione Italiani nel Mondo.

E’ con vivo piacere e soddisfazione che apprendiamo la nomina di Fausto Faggioli a Presidente della Commissione Nazionale Turismo della CIM – Confederazione Italiani nel Mondo.

Fausto Faggioli è una delle figure di riferimento in Italia nel campo del turismo rurale, del marketing territoriale e della progettazione esperienziale. Imprenditore, formatore e strategist, da anni lavora per costruire un ponte concreto tra agricoltura, turismo e sviluppo dei territori, trasformando il prodotto agricolo da semplice bene di consumo a leva culturale, narrativa ed economica. Ricopre inoltre ruoli di rilievo in ambito nazionale e internazionale, tra cui la presidenza di EARTH Academy, network europeo dedicato allo sviluppo sostenibile e al turismo rurale, ed è Responsabile Nazionale per il Turismo Rurale ed Esperienziale per FIJET (Federazione Internazionale Giornalisti Turismo).

“Un incarico che vivo con entusiasmo, responsabilità e con la consapevolezza che oggi più che mai il turismo può diventare una leva straordinaria per costruire futuro”. Sono queste le prime parole di Fausto Faggioli uno dei punti di riferimento più autorevoli in Italia e a livello internazionale.

La sua visione va ben oltre il concetto tradizionale di viaggio: per Faggioli, il turismo è relazione, appartenenza e riconnessione. È uno strumento capace di dare valore alle comunità locali, di rafforzare il legame tra gli italiani nel mondo e i loro luoghi d’origine, e di trasformare la memoria in esperienza viva.

Da anni impegnato nella valorizzazione delle aree rurali e dei piccoli borghi, Faggioli ha costruito un modello che mette al centro le persone prima ancora delle destinazioni. Il suo lavoro si basa su un principio semplice ma rivoluzionario: i territori non sono prodotti da vendere, ma storie da raccontare e vivere.

Attraverso progetti innovativi e collaborazioni istituzionali, ha contribuito a ridefinire il turismo come leva di sviluppo locale, capace di generare economia senza snaturare l’identità dei luoghi.

Uno dei contributi più significativi di Faggioli è lo sviluppo del cosiddetto “turismo delle radici”, un fenomeno in forte crescita che coinvolge milioni di italo-discendenti nel mondo.

In questa prospettiva, il viaggio diventa un ritorno: non solo geografico, ma emotivo e culturale. È l’occasione per riscoprire le proprie origini, incontrare comunità, ricostruire legami e sentirsi parte di una storia più grande.

Questo approccio ha aperto nuove opportunità per i territori rurali italiani, soprattutto quelli meno conosciuti, che oggi possono attrarre visitatori motivati, consapevoli e profondamente coinvolti.

Per Faggioli, il turismo ha anche una dimensione etica e sociale fondamentale. Può diventare una vera “industria di pace”, capace di favorire il dialogo tra culture, abbattere stereotipi e costruire relazioni basate sul rispetto reciproco.

In un mondo segnato da divisioni e conflitti, il viaggio si trasforma così in uno strumento di incontro e di comprensione, dove la diversità diventa ricchezza e occasione di crescita.

La sfida oggi è trasformare questa visione in un modello strutturato e condiviso. Un turismo che non sia solo accoglienza, ma partecipazione. Che non si limiti alla fruizione, ma generi valore per chi vive i territori ogni giorno.

Il lavoro di Fausto Faggioli va esattamente in questa direzione: “Costruire reti, creare connessioni, mettere insieme istituzioni, comunità e operatori per dare vita a un sistema turistico più umano, sostenibile e identitario. Perché il futuro del turismo non sta nei grandi numeri, ma nella qualità delle relazioni. E, soprattutto, nella capacità di trasformare ogni viaggio in un’esperienza autentica, capace di lasciare un segno”.

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