Bolognetta: nell’anno della Sicilia Regione Gastronomica Europea 2025 presentato il libro di Mario Liberto “Storia dell’enogastronomia siciliana. Da Polifemo alla patria alimentare”. Redazione

Nel cuore pulsante della Sicilia che si celebra nel 2025 come Regione Gastronomica Europea, la cittadina di Bolognetta ha saputo ritagliarsi un ruolo di assoluto protagonista, ospitando in uno dei suoi gioielli architettonici, il Museo del Gusto, la presentazione del libro del giornalista e scrittore Mario Liberto, dal titolo evocativo: “Storia dell’enogastronomia siciliana. Da Polifemo alla patria alimentare”.

Un evento di forte valenza culturale e identitaria, che ha rappresentato non solo un omaggio alla ricchezza enogastronomica dell’Isola, ma anche un’occasione per raccontare e valorizzare il ruolo crescente di Bolognetta come punto di riferimento nel panorama gastronomico regionale.

Situata in una posizione strategica tra Palermo, Agrigento e l’entroterra corleonese, Bolognetta ha saputo trasformare la propria natura di snodo in una vocazione turistica e gastronomica. Come ha sottolineato Mario Liberto nel suo intervento, “Bolognetta è una comunità che ha saputo investire nella propria identità gastronomica, diventando un centro attrattivo per decine di migliaia di visitatori l’anno”.

Infatti, con oltre 100.000 presenze annuali, in gran parte legate al turismo matrimoniale e ai banchetti celebrativi, la cittadina vanta oltre 80 tra ristoranti e pizzerie, capaci di offrire un’esperienza culinaria autentica, variegata e di alta qualità. Ma non solo: Bolognetta ha dato i natali o visto crescere alcuni dei nomi più importanti della cucina siciliana, come: Nino Graziano, chef di fama internazionale; Carmelo Trentacosti, stella Michelin e ambasciatore della cucina siciliana contemporanea; Carmelo Sciampagna, pasticciere di rilievo nazionale; Giuseppe Lo Faso, celebre chef televisivo. Un parterre che testimonia la profondità e la continuità della tradizione gastronomica locale.

A differenza di molte aree interne della Sicilia che combattono con il fenomeno dello spopolamento, Bolognetta è una comunità in crescita, che negli ultimi decenni ha raddoppiato la sua popolazione, sostenuta da un tessuto economico vivo e dinamico. Liberto ha evidenziato come “fare rete con realtà vicine, come Marineo – nota per i suoi pani d’eccellenza e non solo – sia una strategia vincente per costruire una vera e propria area gastronomica integrata”.

Un’unione di territori che, condividendo valori e sapori, può aspirare a diventare una macro-destinazione del gusto, inserita nei circuiti enogastronomici nazionali e internazionali.

Durante l’evento, grande attenzione è stata riservata anche all’olio extravergine di oliva prodotto nel territorio, in particolare all’olio dell’Ogliastro, autentico ambasciatore della tradizione olearia bolognettese. Un prodotto che incarna alla perfezione il connubio tra storia e innovazione, elemento cardine della cucina locale e motore di promozione turistica, nome inoltre, che rievoca l’origine della comunità di Bolognetta. Un olio che racconta la storia di un territorio, delle sue radici contadine, e che oggi si fa portavoce di un’identità rinnovata, capace di attrarre visitatori alla ricerca di autenticità, qualità e bellezza.

A fare gli onori di casa, durante la presentazione del libro, sono stati il Sindaco di Bolognetta, Mary Elizabeth Anne Smith, il Vicesindaco e Assessore all’Agricoltura Salvatore Guttilla, e il Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Castelbuono, tutti uniti nell’intento di promuovere e sostenere lo sviluppo del territorio attraverso la cultura del cibo e dell’accoglienza.

L’evento è stato arricchito dalla presenza della cantante folk e animatrice culturale Patrizia Genova che ha dialogato con l’autore del libro.

Nel contesto dell’anno che vede la Sicilia protagonista sulla scena gastronomica europea, Bolognetta si presenta come un esempio virtuoso di come la valorizzazione delle risorse locali possa diventare volano di sviluppo culturale, economico e turistico.

Una “Destinazione del Gusto” autentica, dove sapori, saperi e storie si intrecciano, offrendo al visitatore un’esperienza indimenticabile. Un modello replicabile, ma soprattutto una comunità che ha saputo trasformare la propria tradizione in futuro.

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