10 febbraio si celebra la Giornata Mondiale dei Legumi. Nell’occasione Slow Food Italia promuove la campagna “Aggiungi un legume a tavola”.

Legumi sostenibili. Buoni per buongustai, vegetariani e vegani

I legumi, insieme ai cereali, sono stati gli alimenti che da sempre, hanno garantito la vita dell’uomo sulla terra. Lo sanno bene gli agricoltori, e non solo, che li hanno costantemente seminati, sia come mezzo di sostentamento, sia per assicurare la produttività delle loro coltivazioni. Infatti, le leguminose, sono considerate piante miglioratrici o preparatrici della fertilità del terreno agrario. Viceversa, i cereali, che seguono quest’ultime coltivazioni, sono ritenute piante sfruttatrici, cioè che utilizzano le sostanze accumulate dalle leguminose. Questa alternanza è stata da sempre chiamata “rotazione agraria”, strategia per evitare l’accumulo di residui tossici dovuti alla monocoltura che procura fenomeni di “stanchezza” al terreno.

Il 10 febbraio si celebra, così come ogni anno, la Giornata Mondiale dei Legumi (World Pulses Day), un evento istituito dalle Nazioni Unite per sensibilizzare sull’importanza nutrizionale e ambientale di questi alimenti. Per l’edizione 2026, il tema ufficiale scelto dalla FAO è: “Legumi del mondo: dalla modestia all’eccellenza”.  La giornata celebra il percorso dei legumi, da “piatti poveri” della tradizione a superfood riconosciuti globalmente per innovazione culinaria e sostenibilità. L’associazione Slow Food Italia promuove la campagna “Aggiungi un legume a tavola” dal 7 al 15 febbraio, coinvolgendo centinaia di ristoranti che propongono piatti a base di legumi dei Presìdi.

Nei Paesi in via di sviluppo, così come in quelle economicamente più ricche, le leguminose, grazie al loro alto valore nutritivo, assolvono al compito, nei primi per combattere la malnutrizione, mentre nei secondi, per sostituire l’eccessivo cibo calorico ingerito irresponsabilmente e causa dell’obesità.

In riconoscenza di questa preziosità, l’Onu ha decretato il 2016 anno internazionale dei legumi. Una scelta fatta per dare il giusto valore a questo alimento, sostenibile per l’ambiente e alla base di tutte le diete delle popolazioni più longeve del mondo.

Ceci, arachidi, cicerchie, fagioli, fave, lenticchie, lupini piselli, soia, grazie alla esigua presenza di grassi sono una buona fonte di proteine vegetali, da considerare anche il contenuto di fibre, che abbinati ai cereali, raggiungono una composizione di aminoacidi essenziali paragonabili a quella della carne.

Con lo slogan “Semi nutrienti per un futuro sostenibile”, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dichiarare il 2016 “Anno internazionale dei legumi” ha voluto fare opera di sensibilizzazione e aumentare la conoscenza e i vantaggi dei legumi, incrementandone la produzione e il commercio e incoraggiando nuovi utilizzi.

Per il   Direttore   Generale della FAO, José   Graziano   da   Silva, “I legumi sono importanti coltivazioni per la sicurezza alimentare di una grande percentuale della popolazione mondiale, in particolare in America Latina, in Africa e in Asia, dove sono parte delle diete tradizionali e spesso coltivati dai piccoli agricoltori. Per secoli sono stati una parte essenziale delle diete umane, tuttavia, il loro valore nutrizionale non viene generalmente riconosciuto ed è spesso sottovalutato[1]”. Ed ancora:“I legumi possono contribuire in modo significativo ad affrontare la fame, la sicurezza alimentare, la malnutrizione, le sfide ambientali e la salute umana[2]”, ha affermato a sua volta, il Segretario Generale dell’ONU, Ban Kimoon, in una dichiarazione letta a suo nome alla cerimonia d’apertura dell’anno dei legumi.

Dell’importanza dei legumi era anche consapevole Papa Francesco il quale, durante il suo incontro con i fedeli della favelas di  Vargigha, ha detto: “Quando qualcuno che ha bisogno di mangiare bussa alla  vostra porta, voi trovate sempre il modo di condividere il cibo, come dice il proverbio – si può sempre aggiungere acqua ai fagioli – sempre, sempre[3]”. E in particolare: “Le persone semplici, sanno offrire al mondo una preziosa lezione di solidarietà… è la cultura della solidarietà a saper vedere nell’altro non un concorrente o un numero, ma un fratello… non lasciamo entrare nel nostro cuore la “cultura dello scarto”, nessuno è da scartare perché siamo fratelli, tutto ciò che si condivide si moltiplica. Pensiamo alla moltiplicazione dei pani di Gesù[4]”.

Con lo slogan “Legumi del mondo: dalla modestia all’eccellenza” le Nazioni Unite, quindi, fanno un passo decisivo verso un messaggio chiaro: “La produzione di proteine animali per tutto il mondo, compreso quello in via di sviluppo, non è più sostenibile e la situazione potrebbe decisamente peggiorare in futuro. I dati parlano chiaro: se anche i paesi emergenti adotteranno gli stili di consumo “carnivoro” dell’Occidente, non ci saranno abbastanza terre emerse per poter allevare animali da reddito, e l’allevamento, come mostrato chiaramente nel documentario “Cowspiracy” è la prima reale causa di inquinamento mondiale”.


[1] http://www.fao.org/news/story/it/item/454439/icode/

[2] http://www.fao.org/news/story/it/item/454439/icode/

[3] http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/july/documents/papa-francesco_20130725_gmg-comunita-varginha_it.html

[4] Dal sito: http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/july/documents/papa-francesco_20130725_gmg-comunita-varginha_it.html

Potrebbe piacerti anche

Comments are closed.

Altri articoli in Agroalimentare