Wwf, 55,5 mln ettari foreste perse al 2020


”Il mondo si prepara a perdere 55,5 milioni di ettari di foreste entro il 2020, anche se si adotteranno misure urgenti per ridurre la deforestazione”. A sostenerlo il nuovo capitolo del rapporto del Wwf ‘Living Forests’ lanciato da Durban, in Sud Africa, alla vigilia dell’apertura del vertice mondiale sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite.

Secondo il report ”la deforestazione zero entro il 2020 e’ un obiettivo possibile” e agendo subito si potrebbero riuscire a raddoppiare le foreste salvate. Continuando invece a ritardare ”le misure necessarie, perderemo 124,7 milioni di ettari di foreste entro il 2030”, come se sparisse ”una superficie maggiore di quelle di Italia, Germania e Spagna messe insieme”.

E con un ritardo – spiega il Wwf – ”anche di solo 10 anni per salvare le foreste” significherebbe la perdita del doppio delle foreste entro il 2030, sacrificando ”almeno altri 69 milioni di ettari in tutto il mondo”, e lo sprigionamento in atmosfera di almeno 24 gigatonnellate di CO2, senza considerare la perdita di biodiversita’ (il 20% delle emissioni globali di carbonio deriva dalla deforestazione e dal degrado forestale). E – si osserva nel rapporto – le nuove piantagioni non sono la soluzione dal momento che ”non inizieranno ad assorbire il carbonio sufficiente prima del 2040”. Per questo il vertice Onu di Durban e’, a detta dell’associazione del Panda, ”un momento decisivo per i governi mondiali per unire gli sforzi” sulla lotta alla deforestazione. In questa chiave, osserva il Wwf, il progetto Redd plus (Reducing emissions from deforestation and forest degradation) e’ ”un’occasione unica” per affrontare sia il cambiamento climatico che per raggiungere la deforestazione zero entro il 2020, attraverso una strategia precisa e risorse finanaziarie per 30-50 miliardi di dollari (da ottenere, per esempio, sostenendo i ‘bond forestali’, obbligazioni legate alla salvaguardia delle foreste). Senza il progetto Reed plus contro la deforestazione, conclude il rapporto, l’opportunita’ di mantenere ”l’aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2 gradi sarà persa”.

Fonte: Ansa

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