Il nuovo libro di Pino Blanda: Le vie dello zolfo

Dopo circa un anno della sua ultima opera, “Giuseppe Mavaro – Tributo alla memoria”, Pino Blanda torna a pubblicare, attraverso i preziosi “quaderni”, un nuovo saggio: “ Le vie dello zolfo”. Il libro racconta un percorso, prima culturale e successivamente amministrativo, riguardo l’istituzione di una toponomastica per ricordare quegli elementi identitari legati allo zolfo, che da sempre hanno contraddistinto la vita della popolazione lercarese.

Un’intuizione intelligente dell’allora Amministrazione comunale, presieduta dal sindaco Giuseppe Ferrara, che con la delibera n.135 del 11.5.1999 con oggetto: Intitolazione di vie dell’ex bacino zolfifero” recuperava una memoria storica che altrimenti si sarebbe persa per sempre. Un’idea scaturita dalla sensibilità di Pino Blanda, assessore a quel tempo alla Cultura del comune di Lercara.

La delibera, supportata da una serie di documenti storici e scientifici, nonché dalle testimonianze di prima mano dei protagonisti, che lo stesso Blanda aveva ricercato, suffragò il senso, la veridicità e la giustificazione dell’intelligente intuizione.

Un percorso burocratico condotto dallo stesso autore, che attraverso vari pareri della Sovrintendenza ottenne l’autorizzazione all’utilizzo della nuova toponomastica:

Via dello zolfo, via dei Calcaroni, Via dei Picconieri, Via dei Garden Rose, Via degli Arditori, Via dei Carusi, Via dei Carrettieri, Via delle Vittime delle zolfare.

Insomma, si rendeva viva la storia dei protagonisti di una comunità che con lo zolfo hanno vissuto luce ed ombre.

Il libro evidenzia anche le motivazioni attraverso una meticolosa spiegazione del percorso toponomastico. Il corredo fotografico serve a rammendare una memoria perduta, mentre le varie poesie e canzoni, fortunatamente recuperate, impreziosiscono le splendide pagine del “quaderno”.

Un materiale che risulta interessante ed indispensabile per gli studi dei ragazzi delle scuole, nonché per le iniziative di valorizzazione che l’Amministrazione locale e il “Parco minerario” intendono attivare.

A tessere l’intrigata argomentazione ci ha pensato il giornalista Nino Barraco con la sua introduzione; attraverso un delicato filo lega le varie storie rimettendo ordine ad una memoria ed un passato che Pino Blanda puntualmente ha recuperato per dare prestigio alla sua Comunità di cui è innamorato e cantore.