Giornata zone umide, 925 mld affari turismo globale

Un giro d’affari di 925 miliardi di dollari l’anno: e’ questo il valore stimato del settore turismo legato alle cosiddette ‘zone umide’ del Pianeta, dalle lagune costiere a fiumi e laghi. Per questo l’edizione 2012 della prossima Giornata mondiale delle aree umide del 2 febbraio e’ dedicata all’accoppiata con il turismo, che puo’ rappresentare una minaccia, ma anche uno strumento di tutela per questi tesori della natura.

La Giornata mondiale e’ ormai un appuntamento fisso dal 1997 per governi locali, organizzazioni non governative, associazioni e cittadini, che ogni anno si mobilitano. Obiettivo e’ far conoscere il valore di queste aree e l’importanza della Convenzione che ha il compito di proteggere quelle di rilevanza internazionale, siglata appunto il 2 febbraio del 1971 nella cittadina iraniana di Ramsar.

Secondo i dati della Convenzione, sugli oltre 1900 siti Ramsar nel mondo sono almeno il 35% quelli che gia’ ora costituiscono una meta turistica, la maggioranza localizzata in Europa. Un turismo incontrollato puo’ danneggiare habitat, animali e piante, ma anche avere un impatto negativo sulle comunita’ locali, se tagliate fuori dai profitti. Viceversa, secondo l’Organizzazione mondiale del turismo, un turismo responsabile puo’ promuovere e dare una mano alle zone umide del Pianeta, ad esempio assicurandosi che i rifiuti non abbiano un impatto sulla natura, limitando l’uso di pesticidi, evitando l’arrivo di specie ‘straniere’, lottando contro il mercato di souvenir di specie minacciate.

Il turismo sostenibile doc ha diversi compiti: proteggere l’ambiente e aiutare a conservare la biodiversità; rispettare le comunità locali, i loro valori e culture; fornire benefici socio-economici a tutti gli operatori, assicurando posti di lavoro fissi e servizi per le popolazioni residenti.

In Italia il fenomeno ‘turismo natura’ è tra quelli che ha sofferto meno la crisi: secondo l’ultimo rapporto elaborato dall’Osservatorio Ecotur, nel 2010 ha fatturato 10,75 miliardi di euro. Parchi e aree protette catturano il 34% del turismo ‘verde’, seguiti da montagna (20%), turismo rurale (12%), mare-riserve marine (10%) e ‘borghi piu’ belli d’Italià (9%). Secondo l’indagine condotta da Fondazione Univerde e Ipr-Marketing, principale motivo di attrazione nella scelta di una meta turistica per gli italiani è principalmente la natura incontaminata e le bellezze paesaggistiche, seguite da cultura e bellezze storico artistiche (57%). Il 58% degli intervistati preferisce la gita in canoa agli acquascooter (27%) e in campagna o montagna solo il 21% preferisce il fuoristrada, mentre oltre il 70% sceglie escursioni a piedi e trekking.

Fonte: Ansa

notizie correlate:

Turismo: Cresce quello enogastronomico, vale 5 Mld
Greenpeace festeggia i 40 anni di attività
A Terrasini il salone internazionale del turismo mediterraneo
Forum della società civile: l'Italia verso "Rio+20"
Riciclo, come gettare lampadine a basso consumo