Frutti tropicali: boom del Made in Sicily

di Giuseppe Consiglio

Entrato ufficialmente nel Paniere Istat a partire dal 2018, l’avocado è un frutto che da qualche anno troviamo abitualmente sulle tavole degli italiani, vero e proprio simbolo della rivoluzione in atto non solo relativamente ai gusti e alle preferenze d’acquisto dei consumatori, ma anche nelle scelte strategiche e produttive del settore primario. Ed è quest’ultimo aspetto che rappresenta la vera novità nel mercato del tropicale in Italia: l’origine del frutto esotico. L’avocado consumato nel nostro Paese è infatti sempre di più Made in Italy, o meglio Made in Sicily. Originario del Messico e del Sud America, ben presto anche nei mercati del contadino nostrani sarà possibile trovare frutti provenienti dalla Sicilia o dalla Calabria.

I cambiamenti climatici giocano un ruolo fondamentale nella scelta dei percorsi d’investimento dei produttori primari, specialmente nel Sud Italia, dove crescono esponenzialmente le produzioni di frutta esotica con sempre nuovi impianti e nuove varietà. Non solo avocado dunque, ma anche zapote, frutto simile nell’aspetto ai più comuni cachi ma dal sapore di cioccolato, o la sapodilla, che ricorda al palato la pera e che ha numerose applicazioni in cucina.    

Sono gli effetti del surriscaldamento globale ad aver influenzato e contribuito a modificare i piani produttivi delle aziende agricole e conseguentemente anche le preferenze dei consumatori. Come mostra il primo studio di Coldiretti “I tropicali italiani”, il numero di ettari impiantati con frutti tropicali, è aumentata di 60 volte negli ultimi 5 anni, toccando quota 500 ettari.

La prima regione in Italia ad aver introdotto le produzioni di mango e avocado nel quadro di una strategia di differenziazione delle colture da reddito, è stata la Sicilia, in particolar modo nelle aree del messinese, dell’Etna e di Acireale, dove iniziano a moltiplicarsi anche colture di litchi, zapote nero, frutto della passione. Frutti tropicali sempre più presenti anche in Calabria dove agli impianti di mango ed avocado, si aggiungono quelli di annona, melanzana thay e macadamia.

Pionieri e protagonisti di questa nuova tendenza sono i giovani agricoltori che hanno puntato su queste produzioni, spesso investendo nel recupero di terreni incolti e abbandonati anche per via dei mutamenti climatici.

I numeri del mercato dei frutti tropicali italiani, mostrano un potenziale di crescita notevole per questo particolare segmento di mercato: oltre il 60% degli italiani, è infatti pronto ad acquistare frutti esotici prodotti nel nostro Paese e non quelli stranieri. A ciò bisogna aggiungere un altro dato assai rilevante, e cioè che il 71% dei soggetti intervistati nel quadro di un sondaggio Coldiretti-Ixè, dichiara di esser disposto a pagare di più per avere la garanzia dell’origine nazionale. Una preferenza legata sia alla freschezza del prodotto, sia alla maggiore salubrità delle produzioni europee e in particolare italiane relativamente alla presenza di residui chimici irregolari che spesso abbondano nei prodotti provenienti dai paesi extra-UE.