Desertificazione: problema per il 40% dei terreni e due mld di persone

Concluso con la “Dichiarazione di Niamey” il Forum tripartito Africa, Brasile e Francia sulla cooperazione tecnica e scientifica nella lotta alla desertificazione.

Si è concluso con la “Dichiarazione di Niamey” il Forum tripartito Africa, Brasile e Francia sulla cooperazione tecnica e scientifica nella lotta alla desertificazione. Il documento contiene una serie di raccomandazioni per promuovere uno sviluppo sostenibile, giusto ed equo delle regioni aride e semi aride del continente.

La dichiarazione sarà ora trasmessa al Comitato di preparazione della conferenza Onu per lo sviluppo “Rio+20” in agenda per giugno 2012, chiamata così perché avrà luogo a Rio de Janeiro, come il grande Earth Summit, la Conferenza Onu su Ambiente e Sviluppo del giugno 1992. Il summit cercherà di individuare un terreno comune e condiviso per passare, di fatto, a una nuova impostazione economica, basata sulle numerose riflessioni e azioni che ci sono state in tutto il mondo in questi ultimi anni verso una Green Economy e per fornire realmente una struttura integrata alle politiche di sostenibilità.

Intervenuto al Forum di Niamey, il rappresentante dell’Unione africana (UA) Mahama Ouédraogo ha sottolineato che «il degrado delle terre rappresenta una minaccia molto seria per le condizioni di vita e di crescita dell’intera Africa sub sahariana». Secondo l’esperto dell’UA la situazione non è destinata a migliorare vista «la domanda crescente e continua di terre agricole» e le politiche fondiarie «spesso inadeguate»: entro il 2050 i due terzi dei terreni coltivabili non saranno più produttivi anche «a causa della forte competizione per le risorse idriche».

In apertura della riunione, il presidente nigerino Mahamadou Issoufou ha auspicato che «possa nascere una nuova era di cooperazione scientifica e tecnica più dinamica tra i popoli che vivono nelle zone aride». Secondo il capo di stato del Niger, «non è la sterilità che rende la terra infeconda ma il despotismo». Secondo Issoufou, che ha fatto riferimento al programma Fame zero portato avanti dal suo omologo brasiliano Luiz Inacio Lula Da Silva, «il buon governo può fecondare la terra e far uscire il nostro popolo dalla povertà».

Il programma brasiliano è stato introdotto nel 2003 con l’obiettivo di sradicare la fame e l’estrema povertà in Brasile e si propone di garantire il diritto di accesso ai prodotti alimentari di base. Tra le azioni concrete ci sono aiuti finanziari diretti alle famiglie più povere (con la tessera denominata Bolsa Família), strategie diverse quali la costruzione di cisterne di acqua nelle zone semi-aride del Brasile, l’apertura di ristoranti a basso costo, l’educazione della popolazione a sane abitudini alimentari, la distribuzione di vitamine e integratori del ferro, il sostegno alle fattorie a conduzione familiare e l’accesso al microcredito.

In vista dell’appuntamento di Rio, Ouédraogo ha sottolineato che la desertificazione riguarda il 40% dei terreni mondiali e due miliardi di persone ma desta «poco interesse» nella comunità internazionale. Non dimentichiamo inoltre che quest’anno, a causa di piogge irregolari e di una stagione umida molto breve, la produzione agricola del paese del Sahel è deficitaria e si prevedono mesi di insicurezza alimentare.

Fonte:  Misna

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